Mi spiace per la profusione di parolacce ma io sono la vostra cattiva coscienza

L’altro giorno un ragazzo amico (solo amico, occhio alle rotule) di mia figlia, le ha raccontato di aver raccolto la critica di un tizio irritato per le troppe parolacce presenti in questa rubrica

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Cari amici, compagni e bastardi di ogni ordine e grado, censo, religione, sesso, droga e rock and roll, bentrovati. Mentre vergo queste poche, sporche e inutili righe l’anno sociale 2014-2015 ha mosso, lento e prevedibile, i suoi primi passi. L’altro giorno un ragazzo amico (solo amico, occhio alle rotule) di mia figlia, le ha raccontato di aver raccolto la critica di un tizio irritato per le troppe parolacce presenti in questa rubrica. Sono profondamente dispiaciuto di urtare il vostro benpensantismo.

Ma io sono la vostra cattiva coscienza, vivo nei vostri intestini come una cotica mal digerita. Che cosa vi nasce dal di dentro mentre guardate la Russia che fa la guerra all’Ucraina e l’Europa ciancia; mentre gli islamisti mozzano teste e costringono all’esilio i cristiani e, in generale, chi non la pensa come loro; mentre lo Stato canaglia vi porta via il 60-70 per cento di quello che guadagnate; mentre la deriva dei valori distrugge la famiglia e tutto quello in cui avete sempre creduto; mentre l’Inter ricomincia ancora una volta senza capo né coda e come sempre si lamenta degli arbitri; mentre gli stadi italiani cadono a pezzi; mentre il Grifo, che doveva vincere, becca gol al 96’?

Lo so io quello che vi nasce dentro: cazzo! Voi lo trasformate in caspiterina, poffarbacco, diamine, però pensate “cazzo”. Io lo pronuncio per voi, io faccio il lavoro sporco. Lasciatemi lavorare.

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