Mezz’ora di diretta per dire “no” al Pd. I grillini vogliono un governo 5 Stelle

Nulla di fatto nell’incontro tra Bersani e i capogruppo del M5S. Crimi: «Mi sembra di stare a Ballarò». Bersani: «Qui purtroppo non è Ballarò, qui è una roba seria»

Variazioni sul tema del no alla fiducia. L’attesa diretta streaming dell’incontro tra Pier Luigi Bersani e i portavoce del M5S di Camera e Senato è finita come si sapeva dall’inizio e come, del resto, lo stesso Beppe Grillo twittava a pochi minuti dalla riunione: «I capigruppo portavoce del M5S Vito Crimi e Roberta Lombardi incontrano il leader pd per ribadire il no alla fiducia». No a un appoggio esterno, no all’escamotage di uscire dall’aula per consentire a Bersani di ottenere la maggioranza, no a qualunque forma di governo che sarebbe espressione di vecchi partiti che hanno perso ogni credibilità. L’unica ipotesi accettabile per i grillini è un governo 5 Stelle, come ribadito anche al capo dello Stato in sede di consultazioni.

NON SIAMO A BALLARO’. Pier Luigi Bersani ha chiesto a Crimi e Lombardi di assumersi delle responsabilità per non lasciare il paese senza governo in un momento tanto delicato dal punto di vista economico. «Ascoltandola mi sembrava di essere a Ballarò», ha risposto Roberta Lombardi. «Noi non incontriamo le parti sociali, noi siamo le parti sociali», ha detto prima di spiegare che non è intenzione del Movimento prendersi le responsabilità di vent’anni di bugie e promesse non mantenute dei vecchi partiti. Sulla stessa lunghezza d’onda Vito Crimi: «Sì al sostegno pieno sulle singole proposte condivisibili ma la fiducia in bianco è un atto forte».

NESSUNA FIDUCIA. «Anche su mandato degli elettori, malgrado altre voci dicano che ci stiano spingendo alle responsabilità – ha aggiunto Crimi – non ce la sentiamo di poterci fidare». E ancora: «Con tutta la bontà del suo impegno, gliene diamo atto, noi siamo la generazione che non ha mai visto programmi elettorali realizzati. Ci sentiamo di dover respingere la responsabilità sull’eventuale non partecipazione al governo. Siamo il risultato e non la causa di questi vent’anni di politica». Bersani incassa e prende atto: «Qui purtroppo non è Ballarò, qui è una roba seria. Il rischio è di passare dal “faremo” all'”avremmo potuto fare”».

UN GOVERNO CINQUE STELLE. Nella conferenza stampa immediatamente successiva all’incontro, Lombardi e Crimi hanno chiarito che l’unico governo che accetterebbero sarebbe un governo guidato dal Movimento Cinque Stelle. A una giornalista che fa notare che per farlo ci vogliono i numeri e soprattutto l’appoggio di quei partiti che oggi il Movimento “snobba” Crimi risponde: «Noi dalla nostra parte abbiamo la credibilità».

LO SCENARIO. Domani, o al più tardi, venerdì, Pier Luigi Bersani dovrebbe salire al Colle e riportare a Napolitano il risultato delle consultazioni. A questo punto la palla passa al capo dello Stato e sembra molto difficile che il pre incarico dato a Bersani possa tradursi in un incarico pieno. Sulla carta c’è l’ipotesi di nuove elezioni, ma soprattutto quella di un governo “del presidente”. E su tutto incombe la scadenza del settennato di Napolitano, il 15 maggio.