Quelli che in Italia rimpiangono la subordinazione all'asse franco-tedesco, le difficoltà e le scelte del governo, il fallimento morale degli Agnelli-Elkann, il dramma etico-politico di Milano. Rassegna ragionata dal web
La premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa al termine del summit Italia-Algeria (foto Ansa)
Su Startmag Maurizio Sacconi scrive: «Tutto ciò non significa che non possa un domani perdere a favore di una coalizione capace di mettere cinicamente insieme tutti gli scontenti anche se in contraddizione tra loro. Se sul piano esterno sarà ragionevolmente capace di continuare l’opera che l’ha resa una oggettiva protagonista delle grandi controversie, la cura degli affari interni risulterà paradossalmente più faticosa. La crescita sarà in parte legata alla correzione di rotta della UE e in parte dipendente dallo scioglimento di nodi come il costo dell’energia e la diffusione delle tecnologie intelligenti. I salari mediani sono bassi e toccherà al governo incentivare fiscalmente le parti variabili decise in azienda».
Sacconi valorizza il lavoro svolto da Giorgia Meloni, nei suoi mille giorni di presidenza del Consiglio, ma spiega anche come il centrodestra – se non riuscirà a dare alla nazione una visione del futuro quando cercherà, probabilmente nel 2027, un nuovo mandato di governo –...
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