L'utero in affitto «è un inganno. Sono stata usata come una macchina fabbrica-bambini». La storia di Marie-Anne che acconsentì a portare gratuitamente in grembo la figlia della cugina e poi fu allontanata. «Volevo aiutarla, ma mi sono rovinata la vita»
Marcia della “La Manif Pour Tous” contro la gestazione per altri (Gpa), Parigi, Francia, novembre 2022 (foto Ansa)
Marie-Anne Isabelle sapeva poco o niente della maternità surrogata quando sua cugina Marje, 12 anni fa, si è presentata a casa sua per farle una richiesta decisamente inusuale: «Vuoi portare in grembo mia figlia per me?». Marie-Anne aveva 39 anni nel 2013 ed era contenta della propria vita, affettivamente appagata grazie al partner e a due figli di 6 e 10 anni. Non aveva neanche bisogno di soldi e del resto a Marje non li avrebbe mai chiesti: per lei era anche più di una sorella e quando la cugina aveva scoperto di avere un cancro all’utero e di necessitare di una isterectomia per sopravvivere, Marie-Anne aveva sofferto molto sapendo quanto Marje desiderasse un figlio.
Marie-Anne aveva letto qualcosa di donne indiane sfruttate per sfornare neonati a vantaggio di ricche coppie occidentali e asiatiche. Ma, l’aveva subito rassicurata Marje, nel suo caso sarebbe stato tutto diverso. Non solo perché nel Regno Unito l’unica maternità surrogata legale è quella altruistica, che non pre...
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