Masseroli: «Iscriversi al Pdl per non buttare via 20 anni di storia»

Carlo Masseroli spiega a Tempi.it perché le persone dovrebbero iscriversi al Pdl, come propone il manifesto di Rete Italia, dopo le delusioni dell’ultimo anno: «Chiediamo di iscriversi in base ai punti e alle battaglie che faremo e che sono indicate nel documento. Sarebbe sbagliato buttare via 20 anni di storia. Chi crede in un approccio liberale ai problemi, si iscriva»

“Verso il nuovo Pdl”. Così si chiama il documento presentato da Rete Italia – che ha tra i primi firmatari Roberto Formigoni, Maurizio Lupi e Mario Mauro – e che riassume le idee su cui ricostruire il Pdl. Il manifesto chiede l’iscrizione al partito, ma perché la gente dovrebbe farlo? «Noi chiediamo di iscriversi al Pdl in base ai punti e alle battaglie che faremo, quando andremo al voto. Le delusioni ci sono, ma se i problemi che indichiamo nel documento sono anche quelli delle persone, allora chiediamo di essere aiutati a far ripartire un partito, che si è indebolito, che ha sbagliato, ma che ha persone presenti, pronte a costruire – spiega a Tempi.it Carlo Masseroli, capogruppo del Pdl al Comune di Milano -. L’alternativa è la fine del Pdl ma sarebbe sbagliato buttare via 20 anni di storia. Chi pensa che un approccio liberale ai problemi sia ancora sostenibile, deve iscriversi».

Perché avete fatto il manifesto proprio ora?
Ci avviciniamo ai congressi, che si terranno a fine novembre-inizio dicembre e vogliamo affermare un’ipotesi per cui i cuori della gente si possano ancora scaldare e affezionare. Oggi la politica, colpevolmente, è estranea e lontana dai problemi delle persone. La maggior parte di chi fa politica, si chiede: che cosa c’è per me? E invece dovrebbe chiedersi: che cosa posso fare per il bene del paese? Se i congressi saranno interpretati come riti interni, non funzioneranno.

Perché?

Fino ad ora è stato così e i grandi partiti popolari si sono ritrovati senza popolo. Ma perché la gente si affezioni a un partito si deve riconoscere in una battaglia, in tematiche concrete.

Il manifesto, effettivamente, sembra un programma elettorale.

La politica serve se aiuta le famiglie nella vita di tutti i giorni. Se sembra un programma elettorale è perché noi chiediamo alla gente di iscriversi al Pdl in base ai punti e alle battaglie che faremo, quando andremo al voto. La gente deve trovare corrispondenza tra le proprie domande e quello che il partito propone. E noi vogliamo questo, altrimenti è finita. Al congresso spero che Alfano – e io ho grande fiducia in lui – non cerchi di definire equilibri di potere interni ma rilanci il sistema per trasformarlo.

Il documento è composto da tante proposte. Su cosa puntate soprattutto?

Noi difendiamo una cultura liberale che possa dare risposte concrete alla gente sui temi come sostegno alla famiglia, educazione e difesa della vita. Noi dobbiamo aiutare chi vuole fare una famiglia, perché altrimenti non potremo crescere e il declino demografico ci distruggerà. Inoltre, lo sviluppo della persona avviene dentro il nucleo famigliare, quindi è fondamentale.

A dirla tutta il Pdl, come anche il Pd, non attraversa un buon momento. Tantissime persone che vi hanno votato alle scorse elezioni ora sono deluse e sfiduciate. Perché adesso dovrebbero iscriversi al partito e poi votarvi?
Tutti coloro che credono che un approccio liberale ai problemi sia ancora sostenibile, un approccio cioè che non crei né si inventi i bisogni della gente ma ascolti e osservi quelli che nascono nella società, tutti coloro che credono a questo approccio e vogliono puntare sull’azione di una persona giovane e credibile come Alfano, che sta cercando di riformare il partito, deve iscriversi. Le delusioni ci sono, ma se i problemi che indichiamo nel documento sono anche quelli della gente, allora chiediamo alla gente che ci aiuti a far ripartire un partito, che si è indebolito, che ha sbagliato, ma che ha gente presente, pronta a costruire. L’alternativa è la fine del Pdl ma sarebbe sbagliato buttare via 20 anni di storia.