Marò. Nuovo ricorso: «No alla polizia antiterrorismo»

Il governo indiano aveva proposto di non usare la legge antipirateria che prevede la pena di morte, ma di andare a processo usando le indagini su Latorre e Girone della polizia speciale indiana

Hanno presentato un ricorso contro l’intervento della National investigation agency, la polizia antiterrorismo indiana Nia, nel loro caso i due marò Salvatore Latorre e Massimiliano Girone. A darne notizia è l’agenzia Ansa, che spiega che il ricorso è stato presentato giovedì con una corposa documentazione in allegato. I due marò nella loro richiesta alla Corte suprema indiana si oppongono all’uso nel processo a loro carico delle indagini svolte dalla Nia, sul presupposto che la polizia speciale può operare solo in presenza del Sua act, la legge speciale antipirateria.

LE RICHIESTE DEI MARO’. Si tratta dell’epilogo naturale al lungo tira e molla giudiziario nella vicenda dei due marò. La legge Sua Act (che prevede per la pirateria la pena di morte), dapprima esclusa nella primavera 2013 per il processo dei due marò, era rientrata in aula con la richiesta del governo indiano di usare le indagini condotte dalla Nia. Dopo un lungo braccio di ferro diplomatico, nell’ultima udienza la Corte suprema indiana ha cercato di trovare un compromesso, annunciando che nel caso dei marò il governo indiano aveva rinunciato ad usare legge antipirateria, ma aveva chiesto ai giudici che venissero comunque usate le indagini condotte dalla Nia, e di conseguenza i capi d’accusa compilati dalla polizia speciale per Latorre e Girone. Già in aula nella precedente udienza però la difesa dei due marò si era opposta con veemenza a questa richiesta, tanto che la Corte suprema aveva dovuto aggiornare l’udienza a nuova data, da definire in base anche ai ricorsi che sarebbero stati presentati dalle due parti. Quello della difesa è arrivato già sul tavolo dei giudici della Corte suprema, ora si vedrà quando il governo indiano farà sapere la sua posizione. Con un tweet intanto il ministro degli Esteri Federica Mogherini oggi ha comunicato: «Parlato con il ministro degli esteri indiano Khurshid dei nostri marò. Lavoriamo per riportarli in Italia».