La prudente politica finanziaria di Giorgetti sulla legge di bilancio, il taglio “soft” dell’Irpef e quello interessante delle tasse sugli straordinari, le battaglie improbabili di Landini dalla Palestina alla patrimoniale. Rassegna ragionata dal web
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (foto Ansa)
Sul Sussidiario Sergio Luciano scrive: «Dei 18 miliardi stanziati (la “piccola manovra” vale pur sempre quasi l’1 per cento del Pil) ne dedica 1,9 al sostegno ai salari e alla lotta al “lavoro povero”; altri 3,5 in tre anni vanno alla famiglia e alla lotta alla povertà; con 9 miliardi di stanziamento sempre per i prossimi tre anni (da confermare di anno in anno, però!) si interviene sull’Irpef riducendo il secondo scaglione di aliquote dal 35 per cento al 33 per cento sul reddito fino ai 50 mila euro annui; 4 miliardi andranno alle imprese, per le quali tornerà il superammortamento sugli investimenti innovativi e viene rifinanziata la legge Sabatini; vengono confermati i bonus ristrutturazioni del 50 per cento per la prima e del 36 per cento per la seconda casa».
La prudente politica finanziaria di Giancarlo Giorgetti ha ispirato le scelte del governo sulla legge di bilancio e sui –necessariamente molto cauti – tagli delle tasse. Se guardiamo a Parigi possiamo essere soddisfatti. Però ...
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