Maloula, liberate le 13 suore in mano ai terroristi: «Dio non ci ha mai abbandonato»

Le 13 suore di Maloula insieme alle loro tre aiutanti sono state liberate ieri come parte di uno scambio di prigionieri


Le 13 suore di Maloula insieme alle loro tre aiutanti sono state liberate ieri come parte di uno scambio di prigionieri. Secondo i media libanesi, le religiose sono state portate nella città di Judaydat Yabus, sul confine tra Siria e Libano.

IL RAPIMENTO. Le 13 suore siriane del monastero di Santa Tecla sono state rapite lo scorso 2 dicembre da un gruppo di ribelli e terroristi islamici e portate a Yabroud, da dove hanno realizzato due filmati: uno il 9 febbraio, l’altro il 6 dicembre. Lo scorso 6 marzo si erano persi i contatti con i rapitori.

«DIO NON CI HA ABBANDONATO». Le suore sono arrivate nella città al confine di notte, dopo un viaggio di nove ore: «Siamo arrivate tardi e stanche», ha dichiarato la suor Pelagia Sayaf, madre superiora del monastero. «Dio non ci ha mai abbandonato. Gli uomini di Al Nusra ci hanno trattate bene ma ci hanno tolto le croci perché non era il posto giusto per indossarle». In cambio i ribelli hanno ottenuto il rilascio di 150 prigioniere nelle carceri di Assad.

VESCOVI ORTODOSSI. Restano nelle mani dei rapitori ancora due vescovi ortodossi, quello siro-ortodosso di Aleppo, Youhanna Ibrahim, e quello greco-ortodosso, Boulos al-Yazij, sequestrati in Siria lo scorso 22 aprile vicino ad Aleppo, oltre a padre Paolo Dall’Oglio.