Magari solo una scatoletta

Esistono fatti che i numeri non riescono a raccontare e che riguardano quei tanti che, da vent’anni, rendono possibile questo gesto di carità

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La Colletta alimentare di quest’anno ha raccolto meno dell’anno scorso. Poco meno: il 5 per cento. La flessione ha diversi motivi: molti supermercati nel Piemonte alluvionato sono rimasti chiusi, la situazione nelle zone terremotate e, aggiungiamo noi, il generale e progressivo impoverimento degli italiani.

Non è una bella notizia per chi, come noi, sa dello straordinario lavoro che il Banco alimentare e le associazioni a esso collegate compiono nei confronti di oltre un milione e mezzo di bisognosi.

Tuttavia esistono fatti che i numeri non riescono a raccontare e che riguardano quei tanti che, da vent’anni, rendono possibile questo gesto di carità. E sono fatti che coinvolgono le esperienze di carcerati che hanno speso le loro ore di libertà vigilata per indossare la pettorina gialla dei volontari. O di alcuni assistiti che, coi loro benefattori, hanno trascorso la giornata davanti ai supermercati per raccogliere gli alimenti e che, a sera, hanno lasciato nei sacchetti (magari solo) una scatoletta di tonno.

Sono gesti che non possono essere misurati in percentuali, ma solo col metro di una umanità educata alla gratuità. A tonnellate e tonnellate di gratuità.

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