Le difficoltà del cancelliere in politica interna, la capacità di mantenere una linea filoatlantista e di criticare Netanyahu senza rompere con Israele. Rassegna ragionata dal web
Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz (foto Ansa)
Sul Post si scrive: «Il giornale Süddeutsche Zeitung ha paragonato il governo di Merz a quello della vecchia "coalizione semaforo" di Scholz, che era formata da tre partiti (Spd, Liberali, Verdi) che erano andati d’accordo per poco e poi si erano fatti la guerra a vicenda. I problemi dentro alla coalizione si sono visti dal giorno zero, letteralmente. A maggio, nella prima votazione di fiducia al Bundestag (la Camera bassa del Parlamento tedesco), Merz non aveva ottenuto la maggioranza nonostante ci fosse già un accordo di governo: una cosa mai successa nella recente storia tedesca. Merz l’aveva ottenuta al secondo voto e Spd e Cdu si erano accusati a vicenda della figuraccia: non si è saputo mai di chi fu la colpa, dato che era una votazione a scrutinio segreto».
Il cammino del governo Merz è pieno di inciampi e trappole. Al fondo c’è la difficoltà di agire determinata dal fatto che parte rilevante del voto conservatore è congelato nell’Afd. Il governatore della Baviera Marcus Söder c...
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