Ma quanto rosica il Corriere per i risultati delle paritarie a Milano?

Dopo la pubblicazione delle classifiche Eduscopio che vedono le paritarie ai primi posti, il giornale riduce il risultato a questione di “soldi”.

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«Nel capoluogo lombardo, quest’anno si registra l’exploit del liceo classico paritario di ispirazione cristiana Alexis Carrel, dal nome del premio Nobel per la Medicina convertitosi al cattolicesimo in seguito a un viaggio a Lourdes che fu di grande ispirazione per il fondatore di Comunione e Liberazione Don Giussani. Il Carrel scalza dal primo posto il Sacro Cuore, che fa capo direttamente alla Compagnia delle Opere. Entrambi si piazzano davanti ai più blasonati licei statali milanesi, Berchet, Carducci, Manzoni, Beccaria. Fuori dalla top ten lo storico Parini. Va detto che in generale i risultati delle scuole paritarie si basano su una base statistica assai meno ampia dei licei statali che hanno molti più iscritti. Il Carrel diploma in media 21 studenti l’anno contro i 150 del Berchet. Inoltre le rette delle scuole private (quella del Carrel è di oltre 4.500 euro l’anno) tendono inevitabilmente a operare una selezione all’origine: frequentano queste scuole solo le famiglie che possono e vogliono permettersi un simile investimento sull’istruzione dei propri figli».

SOLO UNA QUESTIONE DI SOLDI?

Così il Corriere della Sera, non senza un pizzico di acrimonia, spiega i risultati delle paritarie nella classifica di Eduscopio. Questione di soldi, di élite. Mica c’entrano il metodo, la cura degli insegnanti, l’orizzonte educativo, l’attenzione alla persona, la possibilità per la scuola di flettere, variare, modulare la propria azione sulla base delle esigenze educative e formative che emergono strada facendo. No, macché. E poi, ciliegina sulla torta, l’obiezione sul numero di diplomati, come se per il trattamento e l’analisi dei dati fosse stato usato un pallottoliere anziché competenze di natura statistica che permettono di considerare e ridurre al massimo le eventuali storture. È evidente a tutti che un numero eccessivamente basso di studenti può condizionare non solo in positivo ma anche in negativo i risultati dell’indagine! E poi chi l’ha detto che avere molti studenti che si diplomano non è, invece, un vantaggio dal punto di vista statistico?

RISULTATI NON ATTENDIBILI?

Su diversi aspetti legati alla metodologia di analisi la Fondazione Giovanni Agnelli ha tratto beneficio dal confronto con accademici di rilievo: Massimiliano Bratti e Daniele Checchi dell’Università degli Studi di Milano, Stefano Fachin dell’ Università di Roma “La Sapienza”, Andrea Ichino dell’Istituto Universitario Europeo, Kevin Lang della Boston University, Fabio Schiantarelli del Boston College, Alessandro Sembenelli dell’Università di Torino; non bastano per definire attendibili i risultati?

INDICAZIONI INTERESSANTI

Così facendo, purtroppo, non si impara mai nulla, se non a guardare ogni cosa con la lente deformante del rancore sociale e dell’ideologia. Certamente occorre essere molto cauti sul significato delle classifiche stilate dalla Fondazione Agnelli, perché lo sfondo di una scuola è anzitutto educativo, prima che didattico, ed è estremamente difficile, se non impossibile, sapere se –e quando- quello che viene seminato oggi, si tradurrà in “risultati”; tuttavia, Eduscopio può dare delle indicazioni interessanti qualora le famiglie cerchino una scuola che prepari il ragazzo ad affrontare il mondo del lavoro o dell’università. Indicazioni interessanti che possono essere utilizzate anche per aiutare a capire quale possa essere la via per far uscire il sistema di istruzione italiano dal lungo e buio tunnel in cui si trova.

RIPENSARE UN SISTEMA

I risultati delle scuole paritarie poggiano su una molteplicità di fattori, che non sempre sono alla portata delle scuole statali: autonomia, forte identità, personalizzazione, cura del corpo docente (ne parla, in questi termini, anche il Sole 24 Ore, in un articolo di commento ai risultati di Eduscopio: Scelta docenti e autonomia le armi in più delle scuole paritarie). Viceversa, la qualità delle scuole paritarie non è alla portata di tutte le famiglie, nonostante gli sforzi di queste ultime per aiutare chi non ha i mezzi per pagare la retta. Da qui si potrebbe partire per ripensare a un sistema di istruzione di qualità per tutti, davvero paritario e autonomo, in cui ci siano “tanti Licei Alexis Carrel”, e in cui ogni scuola sia economicamente accessibile (magari introducendo il costo standard) perché non abbia più a verificarsi che una educazione/formazione di buon livello sia alla portata solo delle “famiglie che possono e vogliono permettersi un simile investimento sull’istruzione dei propri figli”.

Foto Ansa

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