Ma a voi pare così normale che i montiani dicano di votare per la sinistra in Lombardia?

Pietro Ichino (numero 2 in Lombardia) dice che farà voto disgiunto e non sceglierà Albertini. E’ solo l’ultima prova dell’asse tra centro e sinistra.

Ormai non è più nemmeno una notizia: anche oggi Pietro Ichino (in foto) è tornato ad affermare che alla Regione Lombardia voterà per il candidato di centrosinistra Umberto Ambrosoli. Tutto lecito, ovvio. Ma è davvero strano che il numero 2 della lista Monti al Senato faccia esplicitamente il tifo per un suo avversario anziché per un suo compagno di partito (Gabriele Albertini).

Ichino lo ha scritto sul suo sito, insistendo sul fatto che, in fondo, tra i due sfidanti non vi sia grande differenza (“ne è, in qualche modo, conferma l’offerta di Albertini, in caso di vittoria, di un posto di rilievo nella propria giunta ad Ambrosoli. Quest’ultimo, dal canto suo, sulla Stampa di ieri ha dichiarato molto incisivamente: “io non mi sento il candidato di Bersani. La mia candidatura non nasce dalle segreterie di partito, ma da un patto civico. E poi la mia coalizione ha confini diversi, più ampi”).

Insomma, tra i due “non c’è poi così grande differenza” è il senso del ragionamento di Ichino, quindi perché disperdere il voto? Meglio fare voto disgiunto: “Tra gli elettori che domenica prossima compiranno questa stessa scelta ci sono anch’io: è una scelta che nel mio caso nasce dall’antica amicizia che mi lega alla famiglia Ambrosoli”.

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