Il Paese dei Normali
Lucia, che parla alle piante del condominio
Lucia abita al terzo piano e non ha un balcone grande. Ha tre vasi e una pazienza lunga.
Ogni mattina scende nel cortile e annaffia le piante comuni. Non è un incarico ufficiale. È successo una volta e poi è rimasto così.
Parla alle foglie come se fossero persone distratte. “Dai su”, “resisti ancora un po’”, “qui arriva il sole”.
Qualcuno ride. Altri le portano semi o una pianta nuova da provare.
Lucia dice che le piante insegnano una cosa semplice. Crescono lentamente e non fanno mai notizia.
Nessuno fotografa una foglia che spunta. Tutti fotografano un albero quando cade.
Lei preferisce il momento prima.
Quello in cui la vita si organizza in silenzio.
Cresce mentre ti distrai
Ha imparato a riconoscere i segni piccoli. Una foglia che cambia colore. Un ramo che si piega verso la luce. La terra che si secca appena prima che la pianta lo chieda. Dice che le piante parlano piano e che per sentirle bisogna smettere di avere fretta.
Nel cortile ormai lo sanno tutti. Se una pianta ingiallisce qualcuno chiama Lucia. Lei arriva con un annaffiatoio e un’aria tranquilla, come se non fosse niente di grave. Tasta la terra con le dita, sposta il vaso di pochi centimetri, taglia una foglia secca.
Non fa grandi discorsi. Dice solo che la vita funziona così. Non cresce quando la guardi. Cresce mentre ti distrai. E intanto mette radici.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!