L’Oxford Dictionary è sessista perché riflette e non corregge il mondo

La crociata delle attiviste contro la bibbia della lingua inglese: descrive la donna come un peso o una poco di buono. Ecco perché

Il dizionario è sessista. Dopo esserci inventati la “scrittura inclusiva” per i testi scolastici, i disegni di legge per modificare dizioni discriminanti, l’inglese “sessualmente corretto”, il diritto al “pronome neutro” e all’acronimo progressivamente aggiornato; insomma, dopo aver imparato a scrivere agricoltor·e·i/artigian·e·i/ commerciant·e·i, sostituire “donna incinta” con persona incinta”, “fisherman” etc con “fisher” etc, “he”/”she” (lui/lei) con “ze” e “him”/”her” con “hir”, e l’ormai polveroso “Lgbt” con il più inclusivo “Lgbtqia+”. Dopo aver riformato, controriformato e antiriformato linguaggio e sintassi in nome dell’uguaglianza vogliamo ora la testa dell’Oxford Dictionary, prestigiosissima “bibbia” della lingua inglese compilata dall’Oxford University Press.

#IAMNOTABITCH

Con gli hashtag #IAmNotABitch e #SexistDictionary trentamila persone hanno diffuso e sottoscritto la petizione lanciata quest’estate da Maria Beatrice Giovanardi, giovane emiliana residente a Londra, col supporto di organizzazioni come Time’s Up che ha dato vita al movimento #Metoo. “Stavo cercando su vari dizionari sinonimi del termine donna per il progetto che sto per lanciare e mi sono accorta che, a differenza di altri testi, Oxford Dictionary avvicinava il sostantivo a sinonimi dispregiativi, che descrivono la donna come un peso, o come una poco di buono. Le loro definizioni sono concesse in licenza a Google, Yahoo e Bing, quindi chi fa una ricerca simile su questi motori di ricerca le trova e, magari, pensa sia corretto utilizzarle”.

LA DONNA SEXY E L’UOMO PROFESSIONAL

Non solo i sinonimi della parola “donna” sono offensivi e discriminanti ma vengono accostati a frasi esemplificative che peggiorano il tutto quali “la signora incarnerà la donna in carriera, professionale, intelligente ma sexy”, oppure “ti ho detto di essere a casa quando torno, piccola donna”. A rendere tutto più avvilente c’è che cercando la parola “uomo”, continua Giovanardi, si trova “ben altro: professional, social, working sono termini associati alla figura maschile, insieme a intellectual  e alumn, dando quindi l’idea che mentre l’uomo lavora o studia la donna è un peso, se non peggio”.

NON SOLO DONNA, MA DONNA TRANS, LESBO…

Le definizioni obsolete denigrano le donne, diffondono la misoginia e alimentano la violenza di genere; la stessa definizione di donna – chiede la petizione insieme alla rimozione di tutte le frasi offensive e che connotano la donna come “proprietà” di un uomo – è necessario che venga aggiornata o estesa per includere esempi più ampi, come “una donna transgender, una donna lesbica, etc”. C’è poi un problema di pesi: “La definizione di uomo è molto più esaustiva di quella di donna”, con 25 esempi per uomini, rispetto a soli cinque per donna. “Non capisco – è la denuncia di Giovanardi – come una delle Università più importanti al mondo permetta il persistere al proprio interno di una situazione così preoccupante, dimostrando di non avere alcun interesse verso tutte quelle donne e bambine che ricevono ogni giorno abusi e molestie. I casi sono in continuo aumento: credo che istituzioni come Oxford dovrebbero essere le prime a contrastare certi fenomeni, per auspicare la nascita di una realtà un po’ meno preoccupante di quella attuale”.

DETTARE LEGGE, DETTARE LINGUE

Il dizionario è sessista, Oxford faccia pubblica ammenda. Solo che per chiarire come mai accade che compaiano parole quali “puledra”, “cagna” e via dicendo tra quelle usate per definire una donna, da Oxford hanno fatto sapere che la versione online del dizionario è frutto di ricerche automatiche: non dai libri obsoleti ma dall’aggiornatissimo internet si attingono i contenuti. In altre parole, non è l’Oxford Dictionary a definire “donna” in quel modo: è il mondo stesso a farlo; non è l’Oxford Dictionary a riservare meno battute alla donna rispetto all’uomo ma è il mondo stesso a incrementare l’utilizzo della parola “uomo” per identificare diverse situazioni. Lo staff del dizionario promette di prendere in seria considerazione il richiamo della petizione ai cambiamenti del comportamento linguistico e cercherà di farli propri. E questo molto semplicemente perché un dizionario dovrebbe sforzarsi di riflettere e non di dettare o censurare una lingua. Forse bisogna rivedere la definizione di sessista.

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