L’Oregon legalizzò la marijuana, ora vuole tornare indietro: «Ce n’è troppa»

Solo l’anno scorso lo Stato americano ha prodotto mille tonnellate di cannabis, sufficiente per oltre un miliardo di spinelli. Ora vuole parzialmente proibire la produzione: «Andrà al mercato nero»

«La dura realtà è che abbiamo troppa marijuana». Con queste parole il governatore democratico dell’Oregon, Kate Brown, ha invocato una legge per limitare la coltivazione della cannabis. Nello Stato americano la compravendita della droga è legale dal 2015 e solo l’anno scorso la produzione è stata di mille tonnellate, sufficienti per oltre un miliardo di spinelli. Se la coltivazione fosse vietata oggi, scrive l’Associated Press, l’Oregon avrebbe comunque scorte sufficienti per oltre sei anni.

DA 10 DOLLARI A GRAMMO A MENO DI 5

L’Oregon Liquor Control Commission (Olcc), incaricata di monitorare la compravendita, non può negare la licenza per produrre marijuana ai soggetti che soddisfano i requisiti di legge per ottenerla. Di conseguenza, ne ha già rilasciate 1.123 negli ultimi tre anni e ora la produzione è tale che l’offerta ha superato di gran lunga la domanda.

La droga è passata da costare 10 dollari al grammo a meno di 5. Molti piccoli negozi non reggono la competizione dei grandi rivenditori e il rischio, secondo l’Olcc, è che tutta la marijuana invenduta finisca in quel mercato nero che la legge si proponeva di distruggere.

L’OREGON TORNA INDIETRO?

La legge federale degli Stati Uniti, infatti, vieta la compravendita di marijuana e quella prodotta nei singoli Stati che l’hanno legalizzata non può essere portata in quelli dove è illegale. Per lo stesso motivo, le imprese che falliscono non possono accedere agli ammortizzatori sociali federali, che non coprono attività illegali. «Chi fallirà si farà molto male. Molte famiglie perderanno la casa», dichiara Margo Lucas, coltivatore e rivenditore di cannabis che ha da poco aperto un piccolo negozio a Willamette Valley.

Il Senato dell’Oregon ha appena approvato una legge che consentirà all’Olcc di bloccare il rilascio delle licenze e limitare la produzione di cannabis in base alla richiesta. La legge verrà ora discussa alla Camera ma molti gridano al ritorno del proibizionismo: «Sarebbe un enorme passo indietro, il proibizionismo sarà un nuovo disastro». Il timore è anche che i produttori che si vedranno negata la licenza vendano la droga al mercato nero.

MERCATO NERO FLORIDO IN CALIFORNIA

Si tratta dello stesso problema che sta affrontando la California. Secondo i dati di New Frontier Data, leader globale nelle ricerche sull’industria della cannabis, nel 2018 il mercato legale in California ha prodotto un giro d’affari di 0,8 miliardi. Il mercato illegale vale invece 3,7 miliardi di dollari, oltre quattro volte tanto. Addirittura l’80 per cento della marijuana venduta nello stato più popoloso degli Usa, dove la compravendita è legale dall’1 gennaio 2018, proviene dal mercato nero.

L’ultimo rapporto (gennaio 2019) della Commissione consultiva statale sulla cannabis ha confermato l’esistenza di un «ambiente florido per il “mercato nero” non regolamentato». Il governatore Gavin Newsom ha lanciato l’allarme a febbraio. Da sempre favorevole alla legalizzazione, si è impegnato attivamente per raggiungere l’obiettivo e ha vinto le ultime elezioni anche grazie ai 340 mila dollari di finanziamenti ricevuti dall’industria della cannabis per la campagna elettorale. «Siamo molto preoccupati per la cannabis illegale. In particolare nel nord della California la situazione sta peggiorando, non migliorando», ha dichiarato come riportato dal Los Angeles Times.

Foto Ansa