Lopez: «Care Famiglie Arcobaleno, sono stato cresciuto da lesbiche, ma è offensivo dire che i bambini non hanno diritto a mamma e papà»

La lettera che Robert Oscar Lopez ha scritto alla presidente Famiglie Arcobaleno, ma che non è stata pubblicata dall’Huffington Post Italia. Lo facciamo noi. Eccola

robert-oscar-lopez-gayRobert Oscar Lopez, che è stato recentemente in Italia e ha partecipato a un convegno organizzato, tra gli altri, dalla Fondazione Tempi, ha inviato una lettera al sito Huffington Post Italia, che non è stata pubblicata. Lopez reagiva a una lettera aperta di Giuseppina La Delfa, presidente della Famiglie Arcobaleno, a papa Francesco. Ecco di seguito la missiva di Lopez all’Huffington Post.

Scrivo in risposta alla lettera aperta di Giuseppina La Delfa a Bergoglio pubblicata ieri. In particolare vorrei rispondere all’affermazione secondo cui i bambini “non hanno diritto a crescere in una famiglia con un papà e una mamma”.

La tesi è che un diritto “differente” – il diritto a essere cresciuto in condizioni che sociologi ed esperti considerano ideale – surclassi e di fatto cancelli il diritto di avere un papà e una mamma. Si tratta di un ragionamento profondamente offensivo, soprattutto perché proviene da chi si presenta come difensore dei diritti gay.

L’assunto alla base della richiesta del matrimonio e dell’adozione gay è che gli omosessuali hanno diritti che non hanno bisogno di essere giustificati o motivati. Nonostante innumerevoli statistiche dimostrino come le relazioni omosessuali abbiano un alto tasso di instabilità, violenza domestica e abuso affettivo, si continua ad affermare che essi dovrebbero potersi sposarsi e che questo diritto che non debba essere soggetto al parere di persone, nemmeno degli esperti. Invece quale è l’atteggiamento verso bambini forzati a vivere in case di coppie omosessuali? La parola chiave è proprio “forzati”, perché  nessun bambino finisce in una casa omoparentale se non perché degli adulti ricorrono a misure straordinarie per sottoporlo all’autorità di una o due persone con cui non ha legami biologici o di sangue.

Invece, quando si parla di bambini, gli attivisti gay dicono: “non hai bisogno del riconoscimento legale della tua relazione con la mamma e il papà che ti hanno dato l’identità, che ti hanno fatto come sei ora, perché sai, abbiamo scienziati che hanno dimostrato che è abbastanza per te vivere nel modo in cui vogliamo noi e devi amare le persone che abbiamo deciso che dovresti amare”. Se è questo il modo in cui diamo i diritti alle relazioni perché stiamo a discutere del matrimonio? Potremmo dire: “non hai il diritto di sposarti con persone dello stesso sesso, non puoi di sposare la persona che ami, devi stare in una relazione che i sociologi definiscono buona per te, che potrebbe essere, statisticamente parlando, una relazione con una persona del sesso opposto”. Ovviamente quest’ultima affermazione è offensiva per i sostenitori del matrimonio gay.

Perché affermare che i bambini non hanno il diritto ad avere una mamma e un papà è per me offensivo? Perché sono stato cresciuto da una lesbica e dalla sua partner e mio padre non c’era nel ritratto di famiglia. Giuseppina La Delfa potrebbe guardarmi negli occhi e dirmi che non ho perso nulla? Che non ho sofferto nulla? Non avrei nessun diritto io di amare mio padre in quanto mio padre e solo per il fatto che è mio padre?

Ora, ci sono due posizioni “offese” qui. Abbiamo il gay adulto offeso nel sentire che non può formare una famiglia con chi desidera, e abbiamo il bambino offeso nel sentire che non può stare con almeno una delle persone che gli ha dato vita e identità.

Ebbene, tra queste due posizioni, quella del bambino deve prevalere perché: 1. La perdita del genitore non avviene con il consenso del bambino mentre gli adulti gay sono grandi abbastanza per scegliere 2. La perdita del bambino è qualcosa di universale: non tutte le persone si sposano, ma tutte le persone hanno un papà e una mamma. 3. La perdita del bambino è permanente. Due adulti gay possono divorziare mentre il bambino non può rimuovere metà del suo patrimonio genetico.

Per queste ragioni vi chiedo di scusarvi con tutti i bambini – con l’umanità nei fatti – per aver affermato questa cosa atroce: ovvero che le persone non hanno il diritto ad un papà e ad una mamma.

Robert Oscar Lopez