Lo spettacolo “Piccolo Uovo” a Milano. «Una confusione dannosa per i bimbi»

Il consigliere comunale del Pdl Forte annuncia un’interrogazione in aula. Avvenire intervista lo psichiatra Bruno Renzi: «C’è un problema di ignoranza profonda»

Come già segnalato da tempi.it il 12 e 13 maggio a Milano bambini di età compresa fra i 3 e gli 8 anni di età saranno accompagnati da scuole ed asili ad assistere allo spettacolo, in scena al teatro Litta, “Piccolo Uovo”. La rappresentazione è tratta dall’omonimo libro di Francesca Pardi, lesbica con figli, che sostiene che ogni famiglia è uguale, etero, omosessuale o monoparentale che sia. A riportare la notizia oggi è il quotidiano Avvenire.

INTERROGAZIONE IN AULA. La novità viene dal consigliere comunale del Pdl Matteo Forte che ha annunciato un’interrogazione in aula la prossima settimana. «In tutti gli aspetti educativi deve essere coinvolta la famiglia», ha detto Michele Ricupati, presidente di Agesc. Avvenire ha intervistato lo psichiatra Bruno Renzi che, partendo «da un punto di vista laico», dice che lo spettacolo «a quell’età è molto dannoso: l’infanzia fino agli 8-10 anni è un’età fondamentale per la formazione e l’indirizzo psicologico di una persona. (…) In un contesto familiare normale, con una polarità maschile e una femminile, il bimbo ha la possibilità di acquisire i modelli congeniali alla sua struttura: se è un maschietto è opportuno che li acquisisca dal padre, altrimenti dalla mamma. Messo di fronte a libri e spettacoli come quello del Teatro Litta, il bimbo è indifeso, quantomeno gli si ingenera confusione, che diventa strutturata se il bombardamento è costante». Se al bambino «si negano le due polarità maschile e femminile, cioè il diritto di avere entrambi i modelli parentali», lo si priva «della possibilità di acquisire le dinamiche utili per la crescita. È a quell’età che i bambini creano dentro di sé le convinzioni su se stessi, la vita, il mondo, che determineranno tutto il loro futuro, e queste derivano da un genitore maschio e uno femmina».

IGNORANZA? Perché, domanda la giornalista di Avvenire Lucia Bellaspiga, il sindaco Giuliano Pisapia e l’assessore Pierfrancesco Majorino, vorrebbero adottare tali pubblicazioni negli asili comunali, considerandole validi strumenti didattici? Risponde Renzi: «C’è un problema di ignoranza profonda, senza offesa per nessuno, proprio nel senso di una non adeguata conoscenza di aspetti che riguardano la psicodinamica. Sono persone che non conoscono i fattori che concorrono a uno sviluppo più o meno sano del bambino».