Senza pensione perché “morta”. Deve firmare l’autocertificazione per dimostrare di non esserlo

La pirandelliana vicenda di una donna che non ha percepito la pensione perché scambiata per un’omonima defunta. Per riottenerla ha dovuto firmare un attestato di vita

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Autocertifico di essere viva. Sono le parole che ha dovuto scrivere Marisa Bernini, ex operatrice scolastica ora in pensione di Livorno, qualche giorno fa, per un’assurda vicenda di burocrazia. La sua vicenda anzi ha un che del pirandelliano “Il fu Mattia Pascal”, dove per un errore burocratico appunto, un bibliotecario si trovava all’improvviso “dichiarato morto” pur essendo in vita.

NOVELLA MATTIA PASCAL. Se Mattia Pascal approfittava dell’errore per cambiare identità e vita, la signora Bernini invece ha affrontato qualche problema economico che le hanno fatto desiderare con tutto il cuore di “risorgere” all’anagrafe quanto prima. La vicenda ha avuto inizio due settimane fa, quando Bernini si è accorta di non aver ricevuto il bonifico della pensione ed è corsa a visionare il proprio fascicolo Inps on line. Con la spending review ormai il fascicolo amministrativo dei cedolini della pensione e del Cud è visionabile solo via web, con un pin personale. Ma Bernini, pur dopo numerosi tentativi, non è riuscita ad accedere al proprio profilo per capire che cosa stesse accadendo. La donna ha telefonato ad un numero verde e parlato con un operatore, che le ha promesso di risolvere tutto a breve e che l’avrebbero chiamata. Invece è passata una settimana.

«FOLLIA». «Però anche la mia pensione di agosto, dopo quella di luglio, ancora non arrivava. Di solito i bonifici sono puntualissimi» ricorda ora Bernini, «perciò un po’ allarmata mi sono precipitata lunedì 19 agosto negli uffici Inps di Livorno per chiedere spiegazioni». Di sicuro la donna non si aspettava di scoprire che la pensione non le arrivava perché risultava morta da due mesi. «Lì per lì – prosegue la donna – ho pensato che l’operatrice stesse scherzando. Poi quando ha iniziato a provare a spiegarmi la situazione ho capito che era tutto tristemente vero, anche se abbiamo trattenuto a stento entrambe le risate. Figuriamoci, poi, io sono anche scaramantica».
L’arcano è stato spiegato: due mesi fa è morta un’omonima Bernini. Ma l’evidenza in carne e ossa dell’errore del sistema non è bastato all’Inps per correggere la pratica, e la livornese per riottenere la pensione ha dovuto firmare un’autocertificazione in cui dichiara di essere viva. «Vi immaginate quanto può essere folle scrivere su un foglio di proprio pugno una dichiarazione in cui si attesta di essere in vita?».

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