La Lituania in forte crisi demografica vieta l’aborto tranne nei casi di stupro e incesto

L’ex repubblica sovietica ha uno dei tassi di fertilità più bassi al mondo. La scorsa settimana ha approvato in prima lettura una legge che restringe la possibilità di abortire

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La Lituania è fra i paesi con il più basso tasso di fertilità al mondo e per questo ha deciso di modificare la legge sull’aborto per restringere la possibilità di interrompere la gravidanza.

NUOVA LEGGE. La scorsa settimana il Parlamento ha approvato con 49 voti favorevoli, 19 contrari e 25 astenuti un nuovo disegno di legge che limita la possibilità di abortire ai casi di stupro, incesto e quando la salute della donna è a forte rischio. Ora il ddl è tornato in commissione, prima di approdare nuovamente in Parlamento per il voto definitivo.

CRISI DEMOGRAFICA. La legalizzazione dell’aborto nell’ex Repubblica sovietica risale al 1955 e consente di interrompere la gravidanza fino alla dodicesima settimana. La Lituania si trova però da anni ad affrontare una grave crisi demografica: il già basso tasso di fertilità è calato ulteriormente negli ultimi dodici anni, passando da 1,4 figli per donna (2000) a 1,28 (2012). Allo stesso tempo, l’aspettativa di vita è salita, raggiungendo una media di 75,8 anni. A fronte di una popolazione di 3,5 milioni di abitanti, in Lituania avvengono circa 10 mila aborti all’anno.

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