«L’Irlanda si pentirà di aver seguito l’Inghilterra sulla strada dell’aborto»

Il discorso alla marcia per la vita di Lord David Alton: «Come disse santa Teresa di Calcutta, nella battaglia per la santità della vita umana “non ci è chiesto di avere successo ma di essere fedeli”»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Nella battaglia per salvaguardare la santità della vita umana «non ci è chiesto di avere successo ma di essere fedeli». Ha voluto ricordare le parole di santa Teresa di Calcutta, David Alton, membro della Camera dei Lord inglese, parlando davanti a centinaia di persone a Clitheroe in occasione della marcia per la vita locale.

«L’IRLANDA SI PENTIRÀ». In possesso anche della cittadinanza irlandese e riflettendo sul recente risultato del referendum che porterà a breve alla legalizzazione dell’aborto sull’isola, Lord Alton ha detto: «Chiunque ama l’Irlanda e il suo popolo oggi si sente a disagio. Ogni aborto è una tragedia. L’Irlanda si pentirà di avere seguito l’esempio inglese, dove ogni tre minuti si verifica un aborto e il 90 per cento dei bambini con Sindrome di Down vengono abortiti».

ESULTANZE DISGUSTOSE. Il Lord, da sempre impegnati sui temi riguardanti i diritti umani, ha aggiunto di essere sconcertato nel vedere migliaia di persone esultare per il risultato del referendum: «Rasenta l’oscenità che delle persone festeggino un evento che porterà a porre fine a vite innocenti. Lo spettacolo della folla riunita nel castello di Dublino, dove una volta le masse si riunivano per assistere alle esecuzioni pubbliche dei prigionieri, è stato disgustoso».

NON ESISTE L’ABORTO SICURO. Ancora una volta, ha continuato, «coloro che sono in favore dell’aborto, della sperimentazione sugli embrioni, degli aborti coercitivi all’estero e dell’eutanasia hanno accanitamente fatto campagna per cambiare leggi che da quando Ippocrate ha steso il suo Giuramento hanno ben servito la società. Per un bambino nel grembo della madre non esiste quello che viene chiamato “aborto sicuro”».

«CAMBIEREMO LE LEGGI». Ma Lord Alton ha concluso anche esprimendo «solidarietà ai quasi 700 mila irlandesi che hanno votato contro la rimozione delle protezioni per i bambini non nati dalla Costituzione irlandese. In Inghilterra e ora in Irlanda questo è il peggior momento della storia per essere un bambino non nato. Per questo ora piangiamo ma passando il testimone alla prossima generazione raddoppieremo i nostri sforzi fino a quando non riusciremo a cambiare i cuori, le menti, gli atteggiamenti, la cultura e le leggi».

Foto Ansa

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •