L’inquietante elogio di Rutte-Creonte

I giornali italiani elogiano il premier olandese, credendo che non avesse visitato la madre morente per non violare le regole sul Covid. In realtà l’ha fatto, ma il punto non cambia

Il premier olandese Mark Rutte sta comprensibilmente antipatico agli italiani e alla stampa nostrana. Il falco e capofila dei rigoristi europei non perde occasione per utilizzare i luoghi comuni più logori per sferzare l’Italia, sbeffeggiarne il lassismo e irriderne le difficoltà. L’Inflessibile non ha alcun problema a farsi riprendere mentre promette a un netturbino olandese che «mai darò soldi agli italiani». E davanti alle difficoltà dei paesi dell’Europa meridionale, messi in ginocchio dal coronavirus e dalle conseguenze economiche del lockdown, a ogni vertice europeo offre sempre la stessa risposta: arrangiatevi.

MUORE LA MADRE DEL PREMIER OLANDESE

Rutte, insomma, fa di tutto per non farsi benvolere. Eppure giornali e siti italiani non hanno fatto che elogiarlo negli ultimi due giorni. Merito della notizia, poi parzialmente smentita, a riguardo della morte della madre 96enne del premier. Mieke Rutte-Dilling è infatti deceduta il 13 maggio scorso in una casa di riposo dell’Aja e, stando alle prime informazioni circolate in Olanda, sembrava che Rutte si fosse rifiutato di darle l’estremo saluto per non violare le restrizioni adottate dal suo stesso governo per il coronavirus (anche se non era malata di Covid 19). Un’ordinanza del 20 marzo, infatti, vieta ai familiari dei degenti l’accesso alle case di cura o di soggiorno per gli anziani.

In realtà Rutte la madre l’ha visitata «l’ultima notte», come si è scoperto successivamente, anche perché l’ordinanza sopracitata prevede la possibilità di salutare un familiare in punto di morte. Come ha dichiarato il suo portavoce, «il primo ministro ha rispettato tutte le misure restrittive» in vigore. Questo però i giornali italiani all’inizio non lo sapevano ed è proprio perché affascinati dall’estremo rigore del premier che ne hanno scritto l’elogio.

«RUTTE HA FATTO LA COSA GIUSTA»

Secondo il Corriere,

«Mark Rutte merita rispetto e ammirazione come uomo di Stato il quale conosce bene i doveri dell’incarico e l’importanza dell’esempio in politica. Mentre la Gran Bretagna offre lo spettacolo miserabile del principale collaboratore del premier, che considera le regole imposte per la pandemia valide soltanto per gli altri, dall’Olanda viene un modello di stile e rigore che possiamo soltanto applaudire. Dev’essere stato doloroso e pesante rinunciare a vedere la madre nelle settimane terminali della sua vita, ma Rutte ha fatto la cosa giusta».

Rutte, insomma, «ha la stoffa della leadership» perché lo stesso rigore al limite dell’insensibilità che dimostra nell’ignorare i bisogni dei partner europei, anche quando i morti si contano a migliaia, lo applica pure verso i propri bisogni elementari di essere umano. L’inflessibilità a quanto pare è un vizio quando tocca il nostro portafoglio, ma diventa una virtù se è indice di «rispetto delle regole» fino all’estremo sotto il profilo personale.

ANTIGONE E L’UNIONE EUROPEA

Il coro unanime di lode che si leva da ogni parte nei confronti di Rutte-Creonte è preoccupante. Il rigido rispetto delle regole non è certo l’unica qualità che si addice a un leader. Almeno per una volta, sarebbe stato più rassicurante vedere all’opera un Rutte-Antigone, magari meno inflessibile nei confronti delle regole, ma più giusto verso se stesso, perché sottomesso a quelle «leggi non scritte, e innate, degli dèi» che «non sono d’oggi, non di ieri, vivono sempre, nessuno sa quando comparvero né di dove».

Rutte in realtà, come sappiamo, è riuscito a passare un’ultima notte con sua madre. L’ha fatto nel pieno rispetto delle regole, riuscendo così a tenere insieme la legge umana e divina. Meno male. Resta inquietante l’elogio di siti e quotidiani italiani ignari di questo epilogo, i quali farebbero meglio a rileggere l’immortale tragedia di Sofocle. È l’atteggiamento inflessibile di Creonte a portare alla rovina il re di Tebe, allo stesso modo l’atteggiamento rigorista di Rutte e soci sta portando al disfacimento l’Unione Europea. È quello che vogliono i giornali europeisti di casa nostra?

Foto Ansa