Lily, la bimba che sopravvisse a trenta minuti di apnea e tre giorni di gelo

Storia di una bambina e di un parto complicato. Solo grazie a una speciale sacca freezer, oggi la piccola è viva e sta bene

Non doveva sopravvivere. L’unica possibilità era provare a farla nascere prima del tempo e poi porla in un’apposita sacca congelata per tre giorni. Lì Lily è rimasta per tutto quel tempo tenendo mamma e papà in sospeso: 72 ore senza sapere se avrebbero mai potuto riabbracciare la loro piccola. Ora la bimba, che sarebbe dovuta morire o rimanere gravemente lesa al cervello, ha 3 anni e sta bene. Insieme alla madre Rebecca che per partorirla ha rischiato la sua stessa vita.

SENTIRLA PIANGERE. L’inglese Rebecca Hasler, residente a Harlow, nella contea di Essex vicina a Londra, rimase incinta di Lily quattro anni fa, ma durante la gravidanza le fu diagnosticata una forma di ipertensione che poteva essere letale per lei e per la figlia. «Sapevo che era in pericolo – ha raccontato – la sentivo muoversi a malapena». Lily nacque ma per trenta minuti non riuscì a respirare: «Non aveva emesso un solo suono alla nascita. Ero sconvolta dal fatto che avrei potuto non sentirla mai piangere».

A CASA. Lily fu subito posta in una specie di sacca da freezer: il rischio era che il suo cervello si surriscaldasse e gonfiasse, causando danni irreparabili. La piccola fu quindi trasferita dall’ospedale Princess Alexandra di Harlow all’Addenbrooke’s di Cambridge per i trattamenti specialistici. Dopo due settimane di ricovero tornò a casa con i genitori.
Oggi, a guardar bene, resta qualche segno di sofferenza nelle fattezze della piccola. Eppure «Lily è felice e in salute. Sarà anche minuta, ma è una grande lottatrice. Lo ha dimostrato da subito, attraversando quei tre giorni nel gelo».