Libia, chiesa copto-ortodossa di San Marco a Bengasi data alle fiamme da ignoti

La polizia non è riuscita a fermare un gruppo di persone non identificate che si accanivano contro l’edificio. Forse si tratta di una risposta alle manifestazioni avvenute al Cairo.

Il ministero degli Esteri egiziano ha comunicato in una nota che ieri è stata incendiata a Bengasi (Libia) la chiesa copta ortodossa di San Marco, la stessa già attaccata qualche settimana fa. Secondo un funzionario di sicurezza a Bengasi, la polizia non è riuscita a fermare un gruppo di persone ignote che si accanivano contro l’edificio dato alle fiamme. Secondo Abdel-Salam al-Barghathi, la chiesa è stata bruciata in risposta alle manifestazioni avvenute al Cairo dopo la morte di Ezzat Atallah, cristiano di 45 anni morto il 10 marzo in un carcere di Bengasi.

ATTENTATO IN CHIESA. I casi di attacchi contro i cristiani in Libia da parte di estremisti islamici si moltiplicano: lo scorso 3 febbraio una chiesa copto-ortodossa di Bengasi è stata assaltata da un gruppo di uomini armati, che hanno anche cercato di ferire due sacerdoti copti, p. Paul Isaac e il suo assistente. Il 3 marzo un uomo armato è entrato nella Cattedrale cattolica della capitale Tripoli e ha sparato contro padre Magdi, ma lo ha mancato. Nei giorni scorsi circa 100 cristiani copti con passaporto egiziano sono stati arrestati con l’accusa di “proselitismo” e torturati in prigione.

SUORE CACCIATE. A metà febbraio quattro cristiani sono stati arrestati per proselitismo, che in Libia è vietato e punibile anche con la pena di morte. Molte suore sono state costrette ad abbandonare la Cirenaica, minacciate da bande armate di estremisti islamici, e come dichiarato da Daimasso Bruno, giardiniere del cimitero italiano a Tripoli, «non passa giorno senza che le nostre tombe siano profanate e vandalizzate».