La Libia divisa ritrova l’unità al Meeting
Meeting per l’amicizia tra i popoli. C’è una ragione se si chiama così. E l’ennesima dimostrazione è arrivata ieri mattina, lontano da occhi indiscreti, quando in fiera a Rimini si sono incontrati membri del Parlamento libico provenienti sia dall’Est che dall’Ovest, territori retti da due governi in competizione tra loro.
«Segnale importante per Italia e Libia»
L’incontro eccezionale è stato promosso con la collaborazione del Meeting dalla Camera di commercio italo-libica. «Vi ringrazio per essere qui», ha detto all’inizio della riunione il presidente della Camera, Nicola Colicchi. «È un segnale molto importante per l’Italia e la Libia».
«L’importanza per il nostro paese della Libia è capitale», dichiara a Tempi il senatore Marco Scurria (Fdi), presidente del Gruppo interparlamentare per l’amicizia tra Italia e Libia. «Non è un caso che da quando è al governo la premier Giorgia Meloni abbia visitato il paese ogni sei mesi».
La ratifica del trattato sui detenuti
Saad al-Badri è stato eletto alla Camera dei rappresentanti libica nel 2014 per rappresentare il territorio orientale di Bengasi, sede del Governo di stabilità nazionale non riconosciuto a livello internazionale e sostenuto dal feldmaresciallo Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica. «Siamo qui per riattivare la cooperazione tra i nostri paesi, legati da una profonda amicizia oltre che dalla storia».
Come gli altri membri della delegazione – la presidente della commissione Diritti umani Rabea Aburas, il presidente della commissione delle Finanze Mahdi al-Aour, rappresentante per il Fezzan, nel sud del paese, e il deputato proveniente da Tripoli Musab Mohammed al‑Abid – l’ambasciatore libico in Italia, Muhannad Younis, ha proposto iniziative per migliorare lo scambio culturale e commerciale tra i due paesi.
Soprattutto, la delegazione libica ha chiesto di accelerare la ratifica dell’accordo tra Italia e Libia sul trasferimento dei detenuti firmato due anni fa. L’accordo, già ratificato dalla Libia, ha ricordato Scurria, arriverà a Palazzo Madama il 10 settembre e «non è in discussione».
Favorire la pace in Libia
L’incontro ospitato dal Meeting è l’occasione giusta, continua Scurria a Tempi, «è un’occasione d’oro per rivitalizzare gli scambi commerciali e diplomatici tra Italia e Libia». Non solo, anche per favorire «la pacificazione del paese nordafricano», aggiunge Colicchi.
Un’iniziativa che esemplifica l’impegno italiano rivendicato dalla premier Giorgia Meloni poco dopo al Meeting: «Ci interessa che l’Africa prosperi insieme a noi, abbiamo lavorato attraverso il Piano Mattei per applicare questo approccio. Vogliamo un nuovo patto tra persone e nazioni libere e stiamo diventando un modello per altri paesi».
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