Il governo di Haftar chiede l’aiuto delle nostre imprese per realizzare la mega “offensiva economica” con cui mira a conquistare la nazione. Rischi e prospettive di un’occasione che fa gola all’Italia e non solo
Il nuovo stadio di Bengasi fatto costruire dal Governo di stabilità nazionale voluto da Khalifa Haftar (foto Tempi)
Bengasi. Il simbolo di Bengasi è il faro alto 22 metri che svetta nel quartiere di Sidi Khrebish. La sua struttura, posizione e storia raccontano alla perfezione il passato e il presente della seconda città più importante della Libia. E fanno intuire quello che potrebbe essere il futuro del paese. Costruito nel 1922 dall’Italia durante l’epoca coloniale vicino alle rovine della città greca e poi romana di Berenice, il faro si affaccia sul golfo della Sirte, punto di partenza della maggior parte dei migranti verso le coste greche e italiane. Quando Bengasi, dopo la rivoluzione e l’uccisione del dittatore Muammar Gheddafi nel 2011, fu occupata da gruppi di terroristi islamici affiliati all’Isis, molti jihadisti nel 2014 si rifugiarono nel faro e lo utilizzarono sia come avamposto per bersagliare le truppe del feldmaresciallo Khalifa Haftar, generale dell’Esercito nazionale libico e uomo forte della Cirenaica, sia come cimitero per seppellire oltre 200 miliziani. Il faro è anche un simbol...
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