Lezioni di fair play e galateo grillino dopo lo sboom. «Popolo di merda». «Avete votato con il culo»

Dopo il deludente risultato alle comunali, i grillini consegnano al web le loro dotte analisi sui flussi elettorali. «Non me ne fotte un cazzo», «una merda», «gli italiani votano ad minchiam»

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E alla fine toccò a Stefano Rodotà che, stamane con un’intervista al Corriere della Sera, ha mosso dei rimproveri alla strategia politica (se così la vogliamo chiamare) di Beppe Grillo. Il comico, che fino a ieri lo indicava come meritevole di salire al Quirinale, non ci ha più visto e sul suo blog ha scritto: «In prima fila persino, con mio sincero stupore, un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra».

STRONZO/I. «Mi è passata la poesia». «Sei una merda, chiunque tu sia», firmato: Roberta Lombardi. Forti tensioni all’interno del Movimento 5 Stelle dopo la sconfitta elettorale. Il capogruppo alla Camera non poteva essere più esplicita nei confronti della talpa interna al non-partito, colpevole, secondo Lombardi, di danneggiare l’immagine e la libertà dei cittadini di M5S.
Nella mail inviata a tutti i deputati del Movimento, e pubblicata su Europa, Lombardi “ringrazia” lo «stronzo/i che fanno uscire tutto quello che ci scriviamo o diciamo sui giornali». Delicate violazioni della segretezza che fanno il paio con un altro grosso problema: la strategia comunicativa del Movimento, che, almeno in teoria, dovrebbe essere curata da Rocco “Grande Fratello” Casalino. Per reperire informazioni che non esaltano l’immagine dei grillini, infatti, non è necessario avere i contatti di una talpa. O con qualcuno che passi carte segrete all’«esercito degli spalamerda» (giornalisti avversi a Beppe Grillo, definizione del blogger a 5 Stelle, Claudio Messora). Basta fare un giro su Facebook e sui blog dei dipendenti e degli eletti del non-partito.

POPOLO DI MERDA. «Non voglio più vivere in uno Stato di merda come questo perché c’è un popolo di merda». Salvo “NoTav” Mandarà, ingegnere elettronico, videomaker dei Beppe Grillo tour, autore di un programma web intitolato “Mi scappa la diretta”, dopo le elezioni, ha lanciato su Facebook il suo grido di dolore. Decide di «lasciare questo paese di merda in cui i mafiosi sono al governo e occupano le massime cariche dello stato». Non solo a causa del brutto risultato elettorale. «Se fossi single e senza figli», scrive Mandarà, sarebbe pronto a «dare la vita» per «spazzare via tutta la merda che occupa militarmente il paese».
Il pensiero di Mandarà, ripreso anche dal Fatto Quotidiano, viene poi corretto dallo stesso: «Io mi sono rotto degli italiani (non tutti, solo 20 o 30 milioni di essi)», e aggiunge: «Non ho mai detto che avrei lasciato il Movimento 5 Stelle», «magari mi iscriverò al meetup di Monaco di Baviera».
Riprende il post di Mandarà, anche il cittadino/deputato Ferdinando Alberti: «Sto piangendo», spiega agli elettori, «piango perché se Salvo scrive questo vuol dire che qualcosa s’è rotto. Non l’Italia, quella è rotta da decenni, ma nella lotta che abbiamo iniziato insieme. Sì, sono triste e delle elezioni non me ne fotte un cazzo».

VOTATE CON IL CULO.  «Usare la testa anziché la pancia o il culo quando si vota sarebbe costruttivo per il paese ma evidentemente è troppo impegnativo». A spiegarlo è Nick “il Nero”. L’ex camionista, voluto da Grillo nel reparto comunicazioni del gruppo al Senato, spiega su Facebook: «Il Pd vince nonostante sia il Pd e il Pdl sopravvive nonostante sia il Pdl». E accusa i compatrioti: «Avete votato con il culo».
«L’italiano perde il pelo ma non il vizio, l’abitudine è quella di mettere una croce a minchiam su una scheda colorata senza capirne il perché». «Non vota quasi mai un programma, vota un volto quasi sempre noto». «Il M5S è andato male», si lamenta l’esperto di comunicazione grillino, perché «purtroppo il 50% degli italiani non vota più e se ne vanta davanti a un caffè». «In questo paese», rincara, «c’è un problema nel DNA degli italiani che non può essere modificato se non per le generazioni future». Che farà il Movimento? Nick il Nero la pensa diversamente da Salvo NoTav: «Si va avanti e non si molla».

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