Lesbo. «Offende i migranti»: abbattuta da ignoti la croce

La croce era stata eretta su una roccia a picco sul mare a settembre. Poche settimane fa una Ong aveva inviato una lettera di protesta al sindaco: «Si sbarazzi di questo simbolo religioso: è razzista». Gli abitanti: la ricostruiremo

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Un’enorme croce di cemento costruita a inizio settembre su una roccia a picco sul mare è stata distrutta la notte del 7 ottobre sull’isola di Lesbo, sotto il castello di Mitilene. Non si conoscono gli autori del crimine, anche se ci sono alcune ipotesi sulle motivazioni.

LA PROTESTA DELLE ONG

Il simbolo cristiano sembra infatti che fosse inviso alle organizzazioni locali che accolgono i migranti. Sono oltre 6.500 a vivere ancora sull’isola. Secondo Lesvos news, poche settimane fa la ong “Coesistenza e comunicazione nell’Egeo” ha inviato una lettera al sindaco del Comune per chiedere la rimozione della croce, che avrebbe infastidito i musulmani accolti sull’isola.

«CROCE ILLEGALE E OFFENSIVA»

Si legge nella lettera: «Il crocifisso è stato eretto per impedire ai migranti e rifugiati di venire qui a nuotare. Questo atto è illegale e offensivo soprattutto verso il simbolo della cristianità, che è un simbolo di amore e sacrificio, non razzismo e intolleranza». Non è chiaro perché una croce dovrebbe impedire a chiunque di nuotare, ma la lettera conclude così: «Si sbarazzi di questo simbolo religioso inappropriato in un luogo dove la gente nuota».

AUTORITÀ IN SILENZIO

Poco tempo dopo l’invio della lettera, la croce in cemento armato è stata abbattuta, provocando la protesta dei residenti. Le autorità non hanno ancora rilasciato alcun comunicato ufficiale su questo fatto. Secondo uno dei principali quotidiani greci, Ta Nea, gli abitanti dell’isola hanno già dichiarato che la ricostruiranno.

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