«Leader religiosi musulmani continuano a entrare nella cella di Meriam per convincerla a convertirsi all’islam»

È quanto ha rivelato alla Cnn il marito della cristiana condannata a morte per apostasia, Daniel Wani: «Anche settimana scorsa lei ha risposto loro: “Sono proprio convinta e non cambierò idea”»

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sudan-meriam-islam-waniPrima di essere condannata a morte tramite impiccagione per apostasia, a Meriam Ibrahim è stata data la possibilità di abiurare la sua fede cristiana: «Convertiti all’islam e lasceremo cadere le accuse, facendo finta che non sia successo niente», le hanno detto i giudici. Lei ha rifiutato («Sono cristiana, non ho mai commesso apostasia e resterò cristiana») e per questo si trova ancora in carcere in attesa del processo di appello.

VOGLIONO ANCORA CONVERTIRLA. Nonostante il suo rifiuto, come affermato alla Cnn dal marito Daniel Wani, i giudici non si sono dati per vinti, non si sono accontentati di averla condannata a morte perché cristiana e continuano ancora nel loro tentativo di convertirla all’islam.
«I leader religiosi islamici continuano a farle pressione perché ritorni all’islam», ha detto Wani in un’intervista televisiva. «Io conosco mia moglie, lei è molto credente, anche più di me. Ma anche settimana scorsa hanno fatto entrare nella sua cella diversi sheikh [per convincerla] ma lei ha risposto loro: “Sono proprio convinta e non cambierò idea”».

meriam-maritof_300«TEMO PER LE NOSTRE VITE». È questa insistenza che ha spinto Daniel Wani a chiedere asilo politico negli Stati Uniti per la moglie e i due figli Martin e Maya, appena nata, visto che lui gode già della doppia cittadinanza. «Io ho paura che quando sarà rilasciata non otterrà l’asilo politico», ha dichiarato ancora. «Ho paura per le nostre vite se saremo costretti a restare in Sudan anche un solo giorno dopo il suo rilascio».
Lo Stato americano del New Hampshire sta lavorando al rilascio dei documenti necessari ma Wani spera che il processo venga velocizzato: «Io apprezzo tutti gli sforzi che si stanno facendo ma voglio sottolineare che c’è la necessità che i documenti arrivino il più presto possibile».

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