Proposte organizzative come quella della Cgil «sono funzionali alla liberazione dell’uomo attraverso il lavoro o dal lavoro?». Intervista al sociologo Pesenti
Maurizio Landini segretario generale Cgil (Ansa)
Lavorare meno, guadagnare uguale, vivere meglio. Detta così, sembrerebbe il paradiso. E il segretario della Cgil Maurizio Landini, intervistato dalla Stampa, lo ha prospettato questo paradiso, rilanciando il tema delle settimana corta: quattro giorni di lavoro anziché cinque, con meno ore di lavoro ma con lo stesso stipendio. Uno studio britannico ha fornito elementi a supporto. Ne abbiamo parlato con il professor Luca Pesenti, associato di Sociologia generale alla Cattolica di Milano.
Professor Pesenti, cosa pensa della proposta della settimana corta?
Una premessa: il fatto che una cosa si possa fare, non vuol dire che si debba fare. Ragionare sulla settimana corta è utile, e anche sperimentarla può esserlo, ma credo che la cosa più importante sia interrogarsi sul suo significato profondo.
E qual è il suo significato profondo?
Innanzitutto, dobbiamo chiederci se lavorare quattro giorni invece di cinque sia una conquista buona, se partecipi all’umanizzazione della società, allo svilupp...
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