Last week, next week12/99

Last week, next week

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Romano Prodi Tra i protagonisti della scorsa settimana, Romano Prodi indicato come presidente della Commissione europea. Prodi è un fortunello: senza il dentista della signora Edith Cresson e senza il macellaio Slobodan Milosevic non ci sarebbero state né le dimissioni della Commissione, né l’emergenza che ha spinto a una rapida soluzione. E se la soluzione non fosse arrivata in queste settimane Prodi avrebbe avuto chance assai scarse. D’altra parte l’ex premier è stato anche coraggioso: senza la lista dell’Asinello Massimo D’Alema non sarebbe stato così solerte nell’appoggiarlo. Prodi, legato alla Goldman Sachs, centro finanziario tra i più influenti a Wall Street, è considerato di casa negli Stati Uniti. Ma proprio perché amerikano ha ampia autonomia: e ciò gli assicura l’appoggio dei francesi. È un uomo determinato, però senza grandi visioni politiche. In Europa potrebbe dimostrarsi un grande tecnico o far la figura del mediocre politicante.

Umberto Bossi Tra i protagonisti della settimana entrante non mancherà Umberto Bossi: con la campagna contro l’immigrazione ha ritrovato delle basi di massa per la Lega, con quella contro l’impopolare intervento della Nato in Kosovo, usa questa forza per costruire un fronte politico con l’estrema sinistra (dai Ds con il maldipancia a Rifondazione) che pesi anche nel prossimo scontro sul Quirinale. Francesco Cossiga ha detto che il leader leghista è un grande tattico. Il giudizio è corretto se si considerano grandi tattici tipi come Clemente Mastella.

Nell’Europa civile demagoghi senza cultura alla Bossi, pur interpreti di proteste di massa, vengono emarginati. Solo in Russia un personaggio come lui, Vladimir Zhirinovskij, ha simile peso politico. La causa è la stessa: gli ex-comunisti (da Massimo D’Alema a Evgeni Primakov) non si sentono abbastanza legittimati loro stessi per combattere fenomeni di degenerazione della cultura e morale politiche.

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