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La vera trattativa

Di Peppe Rinaldi
23 Settembre 2025
L’esplosiva testimonianza di Mario Mori in Commissione antimafia è passata sotto silenzio. Eppure il generale ha raccontato nei dettagli, e con nomi e cognomi, del pericoloso rapporto di alcuni magistrati con Cosa nostra
L'autobomba che il 19 luglio 1992 a Palermo uccise il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta
L'autobomba che il 19 luglio 1992 a Palermo uccise il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta (foto Ansa)

Nelle parole consegnate dal generale Mario Mori alla Commissione parlamentare antimafia nel maggio scorso c’è la realtà del dato concreto, non l’evocazione di dimensioni occulte e inafferrabili. C’è la concatenazione realistica di fatti, persone e contesti, non c’è l’impalpabilità di organi misteriosi e indefiniti che solo pochi unti dal Signore possono combattere per fare di questo mondo l’ambiente giusto per il sole, per l’avvenire e per chissà cos’altro. Gli “unti” sappiamo chi siano: una potente macchina da guerra mediatica e poi giudiziaria (e/o viceversa) che va dai cortei danzanti dell’antimafia professionale alle agende rosse che appaiono e scompaiono, dai fantaprocessi in ciclostile di alcuni uffici giudiziari ai pool di giustizieri della notte e del giorno oscillanti tra premi letterari, festival delle legalità cosiddette, cerchi magici televisivi e armate giornalistiche siamesi della «antimafia chiodata» (copyright Giuseppe Sottile), una falange che siede oggi nei banchi di...

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