«La sentenza del tribunale di Firenze è folle e ideologica: vuole introdurre l’eutanasia»

Parla a Tempi il costituzionalista fiorentino Andrea Simoncini, che commenta la decisione del tribunale di Firenze di riconoscere il diritto di Francesco Santoni, 70 anni, di nominare un «amministratore di sostegno» che nel caso di incapacità di intendere e volere decida di «non permettere che io continui a vivere se attaccato a una macchina»

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Il tribunale di Firenze ha riconosciuto il diritto di Francesco Santoni, 70 anni, di nominare un «amministratore di sostegno» che nel caso di incapacità di intendere e volere, per via di eventuali malattie o incidenti, decida di «non permettere che io continui a vivere se attaccato a una macchina». Il tutore sarà la moglie. L’avvocato è la figlia. E il tribunale scelto dai ricorrenti quello di Firenze, di cui si conoscono perfettamente le posizioni in materia etica.

«Insomma – spiega il costituzionalista fiorentino Andrea Simoncini – ci si sceglie i giudici e si fa tutto in famiglia».
Il fatto, inoltre, non sembra capitare a caso, proprio quando il Parlamento sta legiferando in materia. «Mi pare inoltre che i giudici in Italia osteggino di continuo il Parlamento, e quindi la volontà popolare, come niente fosse e questo è davvero scandaloso. Succede solo qui».

Nel merito, poi, la decisione è davvero «al limite del razionale, perché si avvale di uno strumento legislativo che ha tutt’altri fini, pensato per servire casi totalmente diversi: la norma sull’amministratore di sostegno vale infatti per chi è completamente incapace di intendere e di volere, non per chi lo è. Perciò, oltre che folle, la decisione pare totalmente ideologica: non risponde ad un’esigenza reale (l’uomo è in salute) e cerca di introdurre con un colpo di sentenza l’eutanasia».

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