La rimozione dello striscione No Tav ad Avigliana. «Il Pd scelga tra il dialogo e l’appiattimento sull’estremismo»

Il gruppo “Spinta dal bass” rivendicail «diritto alla resistenza». Per nulla intimoriti dalla replica dei No Tav, gli esponenti Pd che hanno rimosso lo striscione tornano alla carica.

Continua a far discutere lo striscione No Tav al castello di Avigliana (e la sua rimozione).

Il gruppo “Spinta dal bass”, che rivendica l’esposizione del telo, denuncia come «basta leggere le interviste di chi ha rimosso lo striscione per avere conferma da quale parte politica, come sempre, provengano le menzogne, così come l’intolleranza verso il pensiero non conforme. Non abbiamo imbrattato nulla, piuttosto esposto, in pieno giorno e non nottetempo, uno striscione con cui rivendichiamo il diritto alla resistenza, parola che spaventa Lorsignori. Il Pd, ancora una volta, ha mostrato il suo lato stalinista e repressivo. A braccetto con chi, a mezzo stampa, criminalizza il movimento No Tav».

Di diverso avviso la minoranza in Comune. Il gruppo “Grande Avigliana”, che unisce esponenti di centrodestra e centrosinistra uniti nella critica all’escalation No Tav in Valle, per bocca del capogruppo Aristide Sada critica «il pesante clima politico che si vive in Città e in Valle, dove si cerca sempre di imporre un’unanimità sul no alla Torino-Lione, anche con metodi che hanno superato il lecito. Chi governa nelle amministrazioni non sa porre distinzioni tra la legittima opposizione e l’escalation violento. Porteremo nuovamente la questione in Consiglio. Il sindaco sembra rispondere solo ad una parte della popolazione, di fatto soffocando il pluralismo».

Per nulla intimoriti dalla replica dei No Tav, gli esponenti Pd che hanno rimosso lo striscione tornano alla carica. «In maggio – dicono – molti comuni delle Val di Susa andranno al voto per il rinnovo delle amministrazioni. Il Pd deve scegliere tra il dialogo con i moderati in nome dello sviluppo (e della convivenza civile) e l’appiattimento su estremisti trenocrociati e grillini». Facile immaginare per quale scelta propendono.