La prossima coniglietta di Playboy apparirà vestita solo col burqa?

La rivista celebre per aver spogliato le donne più belle del mondo e per le sue battaglie libertine mette in copertina una ragazza con un copricapo che, nel mondo musulmano, è segno di sottomissione

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“La sottomissione chic” l’ha definita con un titolo felice il Foglio. Si tratta della scelta di Playboy di mettere in copertina la giovane giornalista americana di origini libiche Noor Tagouri. Noor è musulmana e si è fatta ritrarre non solo vestita, ma mentre mostra orgogliosa il suo hijab, il fazzoletto che copre il capo. Insomma, la rivista celebre per aver spogliato le donne più belle del mondo e per le sue battaglie libertine a favore dell’amore e il sesso libero mette in copertina una donna vestita e con un copricapo che, nel mondo musulmano, è segno di sottomissione. Un bel cortocircuito.

MODA ISLAMICA. Molti plaudono all’iniziativa. È un modo per mostrare l’emancipazione dell’islam, dicono. Noor, in effetti, pare totalmente occidentalizzata. Ha 22 anni, è bella, è in carriera, ha successo. Tutto nelle sua immagine è fatto per tranquillizzarci e venire incontro ai nostri canoni estetici. Ha il chiodo in pelle, la t-shirt bianca, i jeans scuri, calza sneakers e il rossetto le brilla sulle labbra.
Altri insistono sull’aspetto economico della vicenda e sul grande successo che, nel campo della moda, stanno avendo i copricapi e gli indumenti islamici. H&M ha lanciato una campagna con modelle velate, Dolce&Gabbana hanno disegnato una collezione di hijab, la stilista Anniesa Hasibuan ha presentato a New York un’applaudita collezione di abiti “islamicamente corretti”. Si fanno affari, insomma. Dopo le polemiche estive, Aheda Zanetti, l’ideatrice del burkini, ha visto aumentare le vendite del 200 per cento.

L’OCCIDENTE SUPERFICIALE. Sarà. Ma come nota sempre il Foglio, l’aspetto curioso della vicenda è che una grande fetta di acquirenti di questi capi è composta da donne non musulmane e occidentali. «Il velo come causa politica. Gli islamisti hanno perfettamente capito la psicologia dominante tra le élite occidentali terrorizzate di essere tacciate di “islamofobia”». C’è anche questo in questa strana moda che rivela molto della superficialità occidentale nel trattare la causa islamica, secondo categorie mentali che non le appartengono. Per il Foglio «un giorno, i fondamentalisti islamici imporranno il velo e burkini a queste donne occidentali». Ma secondo noi non ce ne sarà nemmeno bisogno. Avranno fatto già tutto da sole, applaudendo la prossima copertina di Playboy, dove una sensualissima pin-up apparirà ricoperta da un burqa all’ultima moda.

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