La notizia che non avete letto sul referendum sloveno

Come dite? Non avete visto nemmeno una riga, una didascalia a una foto, un accenno nel colophon?

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L’avete notato anche voi, no? Sebbene la notizia delle elezioni spagnole e il caso Banca Etruria rischiassero di oscurarlo, ieri tutti i maggiori quotidiani italiani hanno dato enorme risalto al risultato del referendum che ha bocciato il matrimonio e l’adozione omosessuale in Slovenia.

Così come era accaduto per il referendum irlandese, anche questa volta la notizia è stata corredata dal racconto degli inviati, dalle interviste alla gente, ai preti (su questi argomenti non mancano mai le opinioni dei preti), alle massaie per capire cosa ne pensa l’uomo della strada di queste vicende. Così come non sono mancati gli interventi, le opinioni, gli elzeviri dei nostri maggiori intellettuali e giornalisti sul risultato della consultazione slovena.

D’altronde, non poteva essere altrimenti. Così come accadde il 22 maggio, quando la “cattolica” (ma che dico cattolica? la “cattolicissima” Irlanda) votò a favore delle nozze gay, anche questa volta i nostri quotidiani si sono soffermati su questo evento che segna un “passaggio di civiltà”, un “cambiamento epocale”, un ulteriore passo “verso la modernità”.

Come dite? Non avete visto nemmeno una riga, una didascalia a una foto, un accenno nel colophon? Strano, controllate meglio. O volete forse insinuare che per i nostri media una notizia è tale solo se conferma una certa idea del “progresso”?

Foto Ansa/Ap


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