La Lombardia della sussidiarietà. Incontro a Milano

Non è questione solo di “buone pratiche” e protocolli, ma di persone. Questa sera incontro al Rosetum

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Non staremo a ripetere tutti i numeri che rendono la Lombardia la locomotiva d’Italia. La Regione amministrata ormai da tempo dal centrodestra vanta indici positivi in tutti i campi tanto che, se tutto il paese fosse stato gestito come è stata gestita questa Regione, ora saremmo certamente in un altra situazione e non costretti a sospirare per un più o un meno davanti a qualche zero virgola.

MODELLO LOMBARDIA

Da diverso tempo, e non solo su questo giornale, si parla di “modello Lombardia”. La Regione ha messo in campo su diversi fronti politiche innovative. Basti pensare al felice connubio pubblico-privato nel campo della sanità (non è un caso che da tutto lo Stivale arrivino persone a farsi curare nei nosocomi lombardi), o al sistema della dote scuola, o ai numerosi cantieri aperti sul territorio, segno di una mentalità non scioccamente ambientalista, ma che sa trovare una sintesi tra le esigenze della popolazione e del commercio e la tutela dell’ambiente.

DA FORMIGONI IN POI

Insomma, sì, la Lombardia è un “modello” che, dall’amministrazione Formigoni in poi, ha dato prova di come, anche in politica, la parola “bene comune” possa non essere solo uno slogan da convegno, ma un fare, un fare positivo per tutti. Bene, ma cosa significa essere un modello? Cosa è un modello? Certamente un insieme di pratiche, di leggi e di indirizzi, ma non solo.

NON UNA TEORIA MA DELLE PERSONE

Per fare un modello occorrono delle persone che lo incarnino. Fosse solo teoria, basterebbe un corso universitario per apprenderlo. Ma essendo delle persone, occorre ascoltarne il racconto per comprendere come esso sia stato “incarnato”, vissuto, portato avanti e magari, perché no?, migliorato o corretto.

L’INCONTRO A MILANO

Questa sera avremo l’occasione per capirne qualcosa di più. L’appuntamento è al Teatro Rosetum, via Pisanello 1, Milano alle 21. Interverranno: Mariastella Gelmini, Attilio Fontana, Giancarlo Cesana, Raffaele Cattaneo,  Francesco Bettoni, Carolina Pellegrini, Neva Sbrissa e parteciperà Roberto Formigoni. Ognuno, per quel che gli compete e per l’ambito del suo agire, testimonierà che cosa è per lui “la Lombardia della sussidiarietà”.

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