“La legge contro l’omofobia: progetto ideologico o vera necessità?”. Diretta streaming

Convegno organizzato da Alleanza Cattolica Bergamo e la sezione bergamasca dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. Partecipano: Umberto Raniero, Silvio Troilo e Giancarlo Cerrelli.

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Convegno organizzato da Alleanza Cattolica Bergamo e la sezione bergamasca dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani alle 20.30 in sala “Ferruccio Galmozzi” di via Tasso. Partecipano:  il Reggente di Alleanza Cattolica di Bergamo Umberto Raniero, il Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani di Bergamo Silvio Troilo, e il Vicepresidente Nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani Giancarlo Cerrelli.

Nel volantino di invito si può leggere: «L’approvazione di una legge contro l’omofobia, contrariamente a quanto si tende a far credere, non colmerebbe un vuoto di tutela nei confronti delle persone omosessuali, perché le leggi vigenti già proteggono tutti coloro, a qualsiasi gruppo appartengano, che siano oggetto di violenze, minacce, insulti o discriminazioni. Per i cattolici, poi, è d’obbligo, nei riguardi delle persone omosessuali, un atteggiamento di «rispetto, compassione, delicatezza» e, come recita il Catechismo della Chiesa Cattolica, «a loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione» (n. 2358). Ciò che viene portata avanti è la teoria del “gender”, un’ideologia secondo la quale il caratterizzarsi come uomo o donna di una persona non dipende necessariamente dalla realtà biologica, ma da una “identità“, che è il risultato del contesto sociale legato all’ambiente culturale. Ma, se si nega una qualsivoglia importanza alle differenze naturali, si mettono in gioco il matrimonio, la maternità e la famiglia. La proposta di legge in discussione in Parlamento sembra andare in questa direzione, imponendo di concepire in un certo modo la natura umana e bollando come discriminatorio l’atteggiamento di chi, ad esempio, ripetesse con il Catechismo che gli atti omosessuali sono «contrari alla legge naturale» e «in nessun caso» possono essere moralmente approvati, o che soltanto «un uomo e una donna uniti in matrimonio formano una famiglia».

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