La Lega Araba armerà i ribelli in Siria. Caritas Libano: «Spedite aiuti alla popolazione, non armi»

Padre Simon Faddoul, presidente di Caritas Libano, ha dichiarato dopo la decisione della Lega Araba: «La comunità internazionale invii aiuti alla popolazione siriana in fuga dalla guerra, invece di spedire armi».

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Ieri la Lega Araba ha deciso di armare i ribelli dell’Esercito libero siriano per aiutarli a vincere la guerra civile che da oltre due anni li oppone al regime di Bashar al-Assad. «La comunità internazionale invii aiuti alla popolazione siriana in fuga dalla guerra, invece di spedire armi». Questo il commento di padre Simon Faddoul, presidente di Caritas Libano, intervistato da AsiaNews.

RIBELLI DIVISI. Le diverse milizie di ribelli, tra cui combattono anche molti terroristi e jihadisti, sono riunite nella Coalizione di opposizione siriana, che molti Stati (tra cui gli Usa) hanno riconosciuto come il legittimo rappresentate del popolo siriano in opposizione ad Assad. Proprio alla vigilia della riunione della Lega Araba, la Coalizione si è spaccata: il presidente al-Khatib si è dimesso perché alcune fazioni di ribelli hanno spinto per nominare un vero e proprio governo parallelo con a capo Ghassan Hitto, membro dei Fratelli Musulmani pressoché sconosciuto ma ben voluto dal potente Qatar.

SOLUZIONE POLITICA. Mentre la Lega Araba ha deciso di armare i ribelli, padre Faddoul parla delle conseguenze nefaste della guerra civile. In Libano, infatti, secondo fonti ufficiali sono presenti 200 mila profughi, ma sarebbero come minimo 500 mila. «La condizione dei rifugiati è terribile. E sta peggiorando sempre di più: ormai si è perso il conto delle persone che attraversano il confine». Il Libano teme che la guerra in Siria possa sconfinare nei suoi territori. Non a caso Beirut insiste che la guerra civile ha bisogno di una soluzione politica e non militare.

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