«La Francia è schiava del femminismo radicale e delle lobby del gender»

La giurista Le Pourhiet attacca la decisione di aprire ai bambini nati all’estero da uteri in affitto. «I rischi? Siamo davanti a contratti sulla fabbricazione di un essere umano e sul suo abbandono. È una mercificazione della sua stessa esistenza»

Un anno dopo le nozze gay, la Francia è di fronte al dilemma posto dai frutti della maternità a pagamento. Il governo è come al solito ambiguo, ma è in arrivo una nuova legge sulla famiglia. Sta crescendo, infatti, il rumore mediatico attorno alla maternità surrogata: la guardasigilli Christiane Taubira (quella del cosiddetto “matrimonio per tutti”) ha indirizzato ai prefetti una nota ministeriale per chiedere l’iscrizione nei registri di stato civile dei bambini nati all’estero tramite maternità surrogata.
A questo riguardo, su Avvenire è stata pubblicata una bella intervista di Daniele Zappala alla costituzionalista Anne-Marie Le Pourhiet, ordinario di Diritto pubblico all’Università di Rennes, vicepresidente dell’Associazione francese di Diritto costituzionale, cavaliere della Legion d’onore. Non una figura allergica per principio all’attuale maggioranza, scrive Zappala, ma che non si tira indietro quando bisogna criticarlo: «I rischi sulla maternità surrogata? Si parla spesso di utero in affitto, ma in realtà il fenomeno va ben al di là. Siamo davanti a contratti sulla fabbricazione di un essere umano e sul suo abbandono. È un mercato centrato sulla mercificazione non più solo del corpo ma dell’essere umano e della sua stessa esistenza». «Abbiamo dirigenti in Francia, a destra come a sinistra, che si sono lasciati soverchiare da clientele elettorali e lobby, non osando più dire no».

I FANTASMI DELLA REPUBBLICA. Sulla circolare Taubira che richiede il riconoscimento dei bambini nati da maternità surrogata, Le Pourhiet è certa che in questo modo si sia aperta una fase di indeterminatezza giuridica: «Dopo aver messo la Francia di fronte al fatto compiuto, questi genitori sostengono che non si possono lasciare i bambini senza la nazionalità francese. Da qui, gli articoli lacrimosi sui “fantasmi della Repubblica”. I genitori però hanno ricercato questa situazione. E se si cede, vuol dire che i divieti della Francia e della società non pesano più. Dopodiché occorrerà piegarsi sistematicamente davanti a ogni fatto compiuto». Al momento la Corte di Cassazione dice che occorre essere coerenti: «Se la legge proibisce la maternità surrogata, allora non si può avallare la frode di chi va in India o negli Stati Uniti o altrove. Se il legislatore vuole uscire da questa situazione, che lo dica e prenda le proprie responsabilità».

LA FORZA DEL FEMMINISMO RADICALE. Nell’intervista, la docente attacca anche un certo tipo di femminismo che rischia di non fare più gli interessi delle donne: «Sento che siamo avviati verso un nuovo femminismo estremamente aggressivo, che sta mutando profondamente per opera di specialisti della teoria del gender e del movimento lesbico radicale, scostandosi in modo netto dalle rivendicazioni femministe del primo periodo e avvicinandosi al puro delirio e alla sovversione. Trovo paradossale che in certi ambiti questa corrente rivendichi l’assenza totale di limiti a favore della donna. Lo dimostra il progetto di legge al quale è innestato l’emendamento sull’aborto (che sopprime la condizione della sofferenza della donna incinta per il ricorso all’aborto, ndr), che è un progetto di legge completamente liberticida, di rieducazione mentale. (…) Questo femminismo è passato dalla difesa delle donne a quello dell’omosessualità, promuovendo le nozze gay in nome dell’uguaglianza. Tanto che c’è chi sostiene che il seguito dell’uguaglianza è di permettere a due uomini di poter “fare” un bambino».