La Colletta alimentare nell’Emilia terremotata. Condividere per ricostruire

Sabato si svolgerà la Giornata nazionale della colletta alimentare. Volontari e terremotati spiegano perché chi ha più bisogno può decidere di dare un contributo.

«Pronto? Sto caricando un camion, mi chiami tra dieci minuti…». Anche nelle zone colpite dal terremoto i volontari del Banco Alimentare si stanno preparando ad organizzare il gesto di carità che sabato prossimo coinvolgerà tutta Italia, la Giornata nazionale della colletta alimentare. E anche qui, nella Bassa modenese, in cui ci sono ancora migliaia di famiglie senza casa, si chiederà a chi va a fare la spesa un contributo alimentare per chi non ha nemmeno il sufficiente per mangiare.

RICOMINCIARE. A spiegare che il terremoto non ha disincentivato la partecipazione al gesto, oggi alla sua sedicesima edizione, è Paolo Sacchi, responsabile del coordinamento della colletta nella Bassa. Sacchi racconta di non aver problemi «a chiedere a chi incontrerò nei supermercati di contribuire alla raccolta di cibo. Desidero testimoniare che anche dentro questo dramma c’è qualcuno che ci vuole, che si può ripartire». Sacchi è convinto che solo la consapevolezza di un bene può far ricominciare: «Io ho una piccola azienda e riparto da qui, altrimenti non riuscirei. I nostri nonni hanno ricostruito il paese dopo la guerra quando avevano 10 figli da sfamare perché avevano coscienza del loro bisogno e del fatto che una risposta c’era. Senza questa consapevolezza la crisi e il terremoto ti bloccano per sempre». È per la stessa ragione che Sacchi ha voluto che in ogni punto vendita ci fossero due responsabili: «Servono a risolvere i problemi pratici ma anche ad aiutarsi a comprendere il motivo del gesto. Non siamo lì per metterci la coscienza a posto, ma per ricordarci del bene che c’è. Altrimenti si fa fatica a dare non due ore, ma anche cinque minuti del proprio tempo».

CARITAS E BANCO. L’emergenza ha portato il Banco Alimentare ad unirsi alla Caritas. Giovanni De Santis, presidente della fondazione Banco alimentare dell’Emilia Romagna, spiega che «i nostri volontari raccoglieranno il cibo insieme a quelli della Caritas e una gran parte di questo andrà al loro magazzino regionale». Fortunatamente i volontari sono aumentati durante l’estate, ma le domande di aiuto restano tantissime. «Da soli non si riesce a far fronte a tutto», spiega Manfredini, responsabile del magazzino Caritas dell’area terremotata. «La collaborazione con il Banco Alimentare è davvero una boccata di ossigeno: nulla è mai abbastanza e questa solidarietà ci permette di non cedere allo sconforto».