«La Chiesa in Scozia è l’ultimo baluardo in grado di contrastare il matrimonio gay»

Intervista al reverendo David McCarthy, rettore della chiesa episcopale St Silas di Glasgow. È tra i primi firmatari della petizione contro il matrimonio gay, insieme al cardinale cattolico O’Brien: «Da noi diventa difficile anche solo esprimere la propria opinione».

«La politica ha ceduto, la cultura ha ceduto, la società anche: solo la Chiesa rimane, specie quella cattolica, come ultimo baluardo che si oppone al matrimonio omosessuale». Parla con un tono quasi apocalittico a tempi.it il reverendo David McCarthy (nella foto), rettore della chiesa episcopale St Silas di Glasgow, Scozia, e padre di tre figli. Come in Inghilterra, anche qui sta per essere legalizzato il matrimonio omosessuale e «se tutti i partiti politici vogliono approvarlo, le chiese principali si oppongono unite». Tra i primi e più importanti firmatari della petizione “Scozia per il matrimonio” (Scotland for Marriage), che ha già raccolto più di 27 mila firme, McCarthy racconta la battaglia che si sta svolgendo nel suo paese «contro un’ideologia che comincia a rendere difficile anche solo dissentire dall’opinione dominante».

Reverendo, perché il governo vuole legalizzare il matrimonio omosessuale?
Il governo vuole che il matrimonio possa essere esteso anche alle coppie dello stesso sesso per motivi legati all’uguaglianza: le coppie omosessuali devono avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali e devono quindi poter avere accesso all’istituzione del matrimonio.

Che cosa prevede la legislazione attuale in Scozia?
In Scozia abbiamo già le unioni civili, che danno alle coppie omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali che si sposano. Anche per questo cambiare la denominazione di matrimonio per estenderlo alle coppie dello stesso sesso non ha senso. Ad opporsi con più forza è la Chiesa cattolica, insieme ad altre denominazioni evangeliche e protestanti. Purtroppo le chiese protestanti in Scozia sono divise e questa divisione indebolisce il fronte contro il matrimonio omosessuale: l’unica chiesa che è davvero in grado di resistere agli attacchi della cultura dominante è quella cattolica, perché parla con una voce sola in modo chiaro.

La chiesa anglicana teme che sarà obbligata a celebrare i matrimoni omosessuali anche se non vuole. I politici assicurano che ci sarà assoluta libertà, invece. Lei che cosa ne pensa?
Anche la chiesa di Scozia ha paura di essere costretta a celebrare i matrimoni omosessuali con rito religioso. Perché se cambia la legge la gente potrà andare alla Corte europea e farsi riconoscere il diritto al matrimonio omosessuale. Potranno argomentare che vengono discriminati davanti alla legge in base all’orientamento sessuale. Anche se il governo assicura che nessun pastore e nessuna chiesa sarà mai obbligata a celebrare matrimoni omosessuali, tanti pensano che avverrà esattamente il contrario. Da questo punto di vista, che non è religioso, è inammissibile la legalizzazione del matrimonio omosessuale.

Lei è tra i primi firmatari della petizione contro questa legge, perché?
La proposta legalizzazione va contro migliaia di anni di tradizione in generale e sicuramente contro la tradizione cristiana. Gesù ha sempre parlato di unione tra uomo e donna e mai tra persone dello stesso sesso: il matrimonio omosessuale va contro l’ordine stabilito con la creazione, per questo i cristiani non possono essere d’accordo con il matrimonio omosessuale. Anche perché ci sono già le unioni civili.

Nella petizione si legge: «Le persone non dovrebbero sentirsi obbligate a ridefinire il matrimonio solo per omaggiare il politicamente corretto. E la gente non dovrebbe essere penalizzata perché approva il matrimonio tradizionale». È questa la situazione nella società scozzese?
Il politicamente corretto è molto forte e noi cristiani dobbiamo stare attenti anche a quello che diciamo. Poi non penso che ci sia una discriminazione nei confronti della visione tradizionale di matrimonio, perché io ad esempio mi sento ancora libero di dire quello che penso, del resto ho appena rilasciato un’intervista alla Bbc, a dimostrazione che posso parlare di queste cose. Però è chiaro che stiamo diventando una minoranza e diffondiamo una visione di minoranza. Si sta cercando di emarginare il cristianesimo.

Nella petizione la sua firma viene subito dopo quella del cardinale cattolico Keith O’Brien. Non capita spesso che Chiesa cattolica e protestante lottino unite.
Stiamo vivendo una situazione paradossale: tutti i partiti politici sono a favore del matrimonio omosessuale. Ci sono singoli parlamentari che si oppongono ma la posizione finale di tutti i partiti è pro. Invece Chiesa cattolica in primis, chiesa di Scozia, chiesa battista e chiesa episcopale sono contrarie. E questo è strano, non sempre ci troviamo d’accordo.

E gli scozzesi che cosa pensano?
Tra pochi giorni il governo deve annunciare se accetta di sottoporre la legalizzazione del matrimonio omosessuale a referendum popolare o se vuole che sia il Parlamento a decidere senza consultare la gente. Noi vogliamo che si faccia un referendum perché secondo un sondaggio che abbiamo condotto, il 55 per cento degli scozzesi vuole così. Io credo che in generale gli scozzesi, dopo le unioni civili, siano contrari al matrimonio omosessuale. O meglio: la middle class e l’intellighenzia sono sicuramente a favore ma i più poveri e la classe lavoratrice sono contrari. Ora, non posso dire con certezza chi vincerebbe il referendum ma so che tantissima gente è contro e quindi il governo deve lasciare la parola agli scozzesi, anche perché è dimostrato che alla gente interessa di più questo tema dell’indipendenza del paese.

Ritiene che il matrimonio omosessuale rappresenti un danno per la società?
Sì, e mi spiego. Non credo che il matrimonio in sé danneggi la società, perché il matrimonio è comunque una istituzione positiva e fondamentale per la società. Però, la gente comincia ad avere delle difficoltà nel distinguere il genere maschile da quello femminile. L’idea che si può scegliere se essere maschio o femmina genera confusione. Le generazioni più giovani sono davvero molto confuse riguardo alla sfera della sessualità e il matrimonio omosessuale aggraverebbe la situazione. In più. la gente ritiene che il 10 per cento degli scozzesi sia omosessuale mentre secondo gli studi solo l’1,5 per cento della popolazione lo è davvero. C’è una grande differenza tra queste due percentuali.

Che cosa direbbe alle confessioni protestanti che appoggiano il matrimonio omosessuale?
So che la pressione sulla chiesa è molto forte e la divisione delle denominazioni rende tutto più difficile. Ma se la chiesa vorrà continuare in futuro a restare indipendente dalla cultura dominante deve trovare la forza di dire “no”.

Il matrimonio omosessuale è un tema ormai dibattuto in tutto il mondo. Perché, secondo lei, si è diffuso così tanto?
È chiaro che c’è una forte ideologia. Prima politica, cultura e la maggior parte della società erano uniti nel contrastarla. Ora però è rimasta solo la chiesa, la politica è passata sull’altra sponda, la cultura e la società non hanno la forza per resistere e hanno dovuto convertirsi. Tutti hanno ceduto tranne la chiesa. Io credo che per i politici sia difficile dire no, ci sono i voti da guadagnare, quindi l’ultimo baluardo in grado di resistere è la chiesa, soprattutto quella cattolica. Il problema di questa ideologia è che è ben organizzata e si sta trasformando in una cultura che rende difficile il dissenso e problematico esprimere ciò che si pensa.