Questa mia vicina di casa mi interpella. Mi commuove. È fedele come una donna ogni mattina alla prima Messa. Ma, via, la Bella di giorno non può sapere nulla. Eppure
Proprio davanti a casa, in questo paese sulle colline della Gallura, c’è un piccolo orto su cui si arrampicano disordinatamente viti e rampicanti. Esco con il cane, all’alba, e costeggio l’orto. Loro, sono chiuse ancora. Ma appena dieci minuti più tardi torno, ed eccole. Si sono aperte, le Belle di giorno. Spalancano il loro ardente calice viola verso il cielo ancora pallido. Lo bevono forse? Lo adorano?
C’è del sacro in questo risveglio, ogni mattina, di fiori che vivono di nulla, di pioggia e di sole. Osserva, certo, il Convolvulus tricolor, il ritmo circadiano, quella meridiana interiore che ogni essere vivente ha in sé: la veglia e il riposo, l’estate e l’inverno, e la vita che preme, per cominciare ancora. Segue dunque, la mia vicina di casa Bella di giorno, ritmi scientificamente accertati. Tuttavia c’è, in quella sua puntualità ad ogni alba, qualcosa di devoto.
Scritto dentro, in ogni proporzione e nelle sfumature infinite dal blu mare al viola indaco della corolla. Una impronta...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo