L’ecatombe dei bambini Down

Roberto Volpi snocciola i numeri dell’ecatombe in Europa e Italia, dove «a parità di nascite, di due bambini Down che nascevano fino a trent’anni fa ne nasce meno di uno»

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Oggi si festeggia il World Down Syndrome Day ed è in libreria La sparizione dei bambini Down di Roberto Volpi (Lindau) che già nel sottotitolo dà una chiave di lettura al saggio: «Un sottile sentimento eugenetico percorre l’Europa».

Volpi, statistico, snocciola i numeri dell’ecatombe in Europa e Italia, dove «a parità di nascite, di due bambini Down che nascevano fino a trent’anni fa ne nasce meno di uno». Abortiti e dimenticati non appena amniocentesi e villocentesi hanno appurato la presenza di un cromosoma in più. Il volume è serio, documentato e ben fatto e alla lettura si rimanda anche per rendersi conto a quali terribili traguardi abbia portato l’ossessione del figlio perfetto.

Qui ci si permette una chiosa a margine sulla diretta e inevitabile conseguenza della sparizione dei bambini che è la sparizione di quei genitori che, pure sapendo che i loro figli sarebbero nati handicappati, hanno deciso di metterli al mondo. Non è cosa da poco, se ci pensate. Significa che oggi abbiamo sempre meno possibilità di vedere e sperimentare nella società esempi di dedizione totale.

Se non diamo alla gratuità la facoltà di manifestarsi e di essere incontrabile nelle vie e nei luoghi della nostra vita comune, noi non stiamo eliminando solo i Down, noi stiamo soffocando la possibilità che una grazia turbolenta ci raggiunga, ci metta in crisi, ci costringa a chiederci a che vale occuparci del sangue del nostro sangue. E di farlo secondo un compenso che non è contemplato dalla gelida logica mondana dei più.

Foto da Shutterstock


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