Kim Jong-un meglio di Clooney. La truffa “perfetta” ai danni degli ugandesi

Ecco come il regime della Corea del Nord elude le sanzioni Onu per accumulare valuta estera con l’aiuto di paesi conniventi come l’Uganda. Un furto degno del film Ocean’s Eleven

A partire dal 2006 le Nazioni Unite hanno imposto sanzioni alla Corea del Nord, proibendo di fare affari con il regime dei Kim. Russia e Cina hanno spesso violato queste sanzioni. Ma anche diversi paesi africani continuano a operare illegalmente con Pyongyang, permettendogli di incassare milioni in valuta estera, indispensabili alla sopravvivenza del regime. Il grimaldello che spinge spesso e volentieri i governi africani a stipulare accordi con la Corea del Nord è la corruzione. Come dimostra il caso dell’Uganda.

APPALTI, SUBAPPALTI E JOINT VENTURE

Nel 2011, come riportato in una approfondita analisi legale di Nk News, la compagnia nazionale ugandese specializzata nell’edilizia residenziale (Nhcc) ha affidato alla società Nh-Mkp un appalto di oltre 18 milioni di dollari per la costruzione di 312 case in un sobborgo della capitale Kampala.

Nh-Mkp è una sulfurea joint venture tra l’ugandese Nhcc e la Mkp, un’impresa edile straniera controllata dal regime nordcoreano. Appena ottenuto l’appalto, la Nh-Mkp ha subappaltato il 100 per cento dei lavori alla sola Mkp per oltre 17 milioni di dollari. In questo giro di concessioni sono misteriosamente scomparsi, rispetto al bando iniziale, 179.592 dollari.

L’ANTICIPO DI 3,6 MILIONI DI DOLLARI

Dopo aver accettato il subappalto, Mkp ha preteso di ricevere un pagamento anticipato di 3,6 milioni di dollari, il 20 per cento del totale. Per assicurarsi che la Mkp non scappasse con l’anticipo senza eseguire i lavori, il governo ha richiesto la firma di polizze assicurative che avrebbero garantito la restituzione dell’anticipo in caso di inadempienza.

La società controllata da Pyongyang ha firmato tre diversi contratti: uno con la Leads Insurance Company dal valore di 3,6 milioni di dollari, uno con Uap Insurance Uganda dal valore di 1,8 milioni e un terzo con una compagnia sconosciuta. In totale, la somma di 3,6 milioni pagata dal governo ugandese alla Mkp è stata sovrassicurata per almeno 5,4 milioni. Nel 2012, però, qualcosa è andato storto: la Leads Insurance Company è fallita e la Mkp ha dovuto stipulare una nuova polizza da 1,8 milioni con la Lion Assurance Company.

DUE ANNI PER COSTRUIRE UN MURO DI CINTA

Che si trattasse di una frode lo si è capito molto presto. Dopo i primi 18 mesi di lavori la Mkp si è limitata infatti a costruire un muro di cinta. Nel 2013 la Nhcc ha dichiarato inadempiente la Mkp e si è rivolta alle compagnie assicurative per ottenere la restituzione dell’anticipo. Sia l’Uap che la Lion Assurance si sono rifiutate di pagare ricorrendo ai tribunali.

La giustizia ha fatto rapidamente il suo corso, costringendo l’Uap a versare 1,8 milioni di dollari al governo ugandese. La Lion Assurance invece l’ha spuntata, dimostrando di non essere responsabile per i lavori non eseguiti da Mkp prima della stipula della polizza. La Guardia di finanza ugandese si è mobilitata per verificare che non fosse tutto un piano architettato fin dal principio, concludendo però che solo la Mkp doveva essere ritenuta colpevole per la sua inadempienza.

KIM JONG-UN MEGLIO DI GEORGE CLOONEY

Se non fosse fallita nel 2012 la Leads Insurance il piano sarebbe stato perfetto: la Mkp avrebbe guadagnato i suoi 3,6 milioni senza muovere un dito, il governo si sarebbe rifatto sulle compagnie assicurative, senza contare gli iniziali 179.592 dollari spariti all’inizio di questa gigantesca truffa e probabilmente spartiti in tangenti tra i vari funzionari governativi ugandesi.

Il lieto fine però non c’è stato a causa del fallimento nel 2012 della Leads Insurance. Poiché infatti la Lion Assurance è riuscita a vincere la sua battaglia in tribunale, il governo ha recuperato solo 1,8 milioni sui 3,6 versati come anticipo alla Mkp. Risultato? Il regime di Kim Jong-un ha intascato 3,6 milioni, i funzionari governativi si sono spartiti una ricca tangente e il popolo ugandese si ritrova cornuto e mazziato: non solo una compagnia assicurativa ugandese è stata truffata, non solo sono stati sottratti e regalati 3,6 milioni di fondi pubblici alla Corea del Nord, solo in parte recuperati, non solo altri 179 mila dollari di fondi pubblici sono stati spartiti in tangenti, ma soprattutto nessuno ha costruito le case per gli ugandesi nel sobborgo di Kampala. Se mai a Steven Soderbergh venisse in mente di dirigere Ocean’s Fourteen, potrebbe pensare di scritturare Kim Jong-un al posto di George Clooney.

Foto Ansa