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Javier Milei oltre l’ideologia (social-statalista)

Di Carlo Marsonet
07 Agosto 2025
Un libro tratteggia la figura del presidente argentino, il primo che dopo anni di fallimentare peronismo populista, ha avuto il coraggio di proporre ricette diverse
Il presidente argentino Javier Milei (Foto Ansa)
Il presidente argentino Javier Milei (Foto Ansa)

Posate il bicchiere, verrebbe da dire alla stragrande maggioranza degli analisti – chiamiamoli così – che mette nello stesso calderone tutto ciò che non è etichettabile come “sinistra”. Donald Trump, Giorgia Meloni, Viktor Orban e…Javier Milei. È sufficiente ascoltare qualche sua considerazione sparsa per capire che si tratta, in primo luogo, di un politico non di professione, quanto piuttosto di uno studioso. E in secondo luogo, di un uomo che mette in primo, primissimo piano la libertà. Fa ancora più innervosire, probabilmente, che Milei sia stato eletto in una terra, l’Argentina, che ha rappresentato il vero paradiso terrestre del populismo nel corso del Novecento. Un Paese ricchissimo che, guarda caso, si è impoverito proprio a causa del socialismo collettivista propugnato da Juan Domingo Peron, Eva “Evita” Duarte ed epigoni vari.

Leggi anche La sfida titanica dello Stato “minimo” di Milei Milei vuole rilanciare l’Argentina, inizia l’offensiva contro di lui

L'anarco-c...

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