Iva, Imu, Tares. «A furia di rinviare le decisioni, le tasse si mangeranno le nostre tredicesime»

Il professor Francesco Forte deluso dal decreto sul governo del lavoro: «È assistenzialismo spicciolo, un tirare a campare alla giornata. Mentre nessuna riforma viene varata»

È mai possibile «che ci vogliano tanti mesi per vedere se una spesa o un esonero fiscale si può tagliare o no»? A chiederselo è il professor Francesco Forte su Il Giornale di oggi, con riferimento al «poco comprensibile rinvio di un trimestre dell’aumento dell’Iva di un punto, che il ministro dell’Economia Saccomanni giustifica con la necessità di “studiare le coperture”». E «c’è il rischio che a dicembre si debba pagare la seconda rata per l’Imu prima casa», fa notare Forte, e anche quello che «la tredicesima sia erosa anche dall’aumento dell’Iva e dalla Tares, la tassa sui rifiuti urbani che viene estesa ad altri servizi aumentata del 50 per cento».

ASSUNZIONI EFFIMERE. È questo il «quadro di aumenti di imposte e tasse» in cui, secondo Forte, si inserisce il «deludente provvedimento per i giovani» del governo sul lavoro. Un provvedimento che, oltretutto, andrà a beneficio di «contratti di lavoro che sarebbero stati comunque fatti o ad assunzioni effimere», essendo l’incentivo «molto modesto» (650 euro mensili per 18 mesi, ndr) e con il rischio che venga impiegato per assumere con contratti di durata non superiore all’incentivo.

COME NELL’URSS. «Questo è assistenzialismo spicciolo – chiosa Forte – un tirare a campare alla giornata. (…) Mentre nessuna riforma viene varata». Infine, non dovendo avere un diploma di scuola superiore o professionale i giovani che vogliono usufruire del contributo, c’è il rischio che accada come in Russia, quando, «durante il regime sovietico, gli ingegneri nascondevano la laurea, perché come operai specializzati potevano avere paghe maggiori».