Istat, col 2013 finirà la congiuntura negativa, Pil in crescita l’anno prossimo

Nel documento di previsione per l’economia del biennio, l’Istituto di statisca prevede sulla base dei dati una ripresa del +0,7 per cento del Pil, con +2.2 per l’export ed occupazione stabile o leggermente in crescita.

La parola Pil – tre lettere che ormai racchiudono la speranza di lavoro, ripresa produttiva e benessere del Paese – sarà accompagnata finalmente da un + positivo, segno di crescita, sebbene al lumicino: secondo le stime Istat di stamane, nel 2014 è prevista una crescita dello 0,7 per cento.

SACCOMANNI: “RIPRESA E’ MAGGIORE”. Se il 2013 si chiuderà con una decrescita del – 1,8 per cento, quindi, la situazione secondo l’Istituto di statistica dovrebbe cambiare, anche se non come ha previsto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni per il Governo. Per quest’ultimo, la ripresa l’anno prossimo sarà superiore, dell’1,1 per cento. Anche Saccomanni aveva calcolato invece la recessione del 2013 al – 1,8 per cento. «Abbiamo opinioni leggermente diverse – così il ministro ha commentato i dati Istat di previsione dell’economia italiana per il biennio –: la differenza modesta tra i dati è dovuta alle attività del processo di rifomra strutturale e alle misure sui rimborsi del debito della Pubblica amministrazione e non so in che misura l’Istat stia tenendo conto anche di questi fattori». Il ministro ha quindi confermato che «L’economia entrerà in ripresa nel quarto trimestre di quest’anno e l’anno prossimo. Il nostro bilancio è prudente ma ci aiuta in questo processo di ripresa dell’attività economica».

PRODUZIONE ED EXPORT. Concretamente il dato positivo del Pil si traduce in una ripresa seppur leggera del ciclo produttivo e quindi dei tassi di accumulazione che crescerebbero del +2,2 per cento. Nel 2014 tornerebbero a crescere anche gli acquisti dall’estero di prodotti made in Italy, con una ripresa dell’export del +3,5 per cento. L’occupazione però non aumenterebbe nel concreto subito: piuttosto si guarda positivamente anche alla sola ipotesi di una stabilizzazione del tasso di disoccupazione, che complessivamente oggi è al 12, 1 per cento: l’anno prossimo è prevista o il medesimo dato o un leggero aumento al 12,4 per cento. In ogni caso anche l’Istat concorda nel prevedere, sulla base dei dati economici, che la caduta congiunturale del Pil si fermerà con la fine del 2013, vero annus horribilis dell’economia italiana.