The Iron Lady, una Meryl Streep da Oscar interpreta Margaret Thatcher

Dopo aver suscitato aspre polemiche in Inghilterra, arriva in Italia The Iron Lady. Il film drammatico, dedicato alla controversa figura di Margaret Thatcher, lancia Meryl Streep nella corsa al suo terzo Oscar

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Sono state appena rese note le candidature per gli Oscar 2012. In lizza come migliore attrice protagonista c’è la solita Meryl Streep, alla diciassettesima nomination in carriera. In molti sono pronti a scommettere che questa volta la terza vittoria la sessantaduenne attrice se la porterà a casa, data l’eccezionale prova attoriale espressa in nei panni di Margharet Thatcher in The Iron Lady, per la regia di Phyllida Lloyd con cui la Streep lavorò nel divertente Mamma Mia!.
The Iron Lady è una pellicola drammatica – più che un biopic – che si concentra sulla vita privata e politica della baronessa Thatcher, il primo e più longevo premier britannico donna, in carica dal 1979 al 1990. Sullo sfondo di una Londra grigia dei giorni nostri l’anziana ed elegante signora rivive, nella confusione di una demenza senile che avanza inesorabilmente, il suo passato di politica, madre e moglie. Le umili origini e la voglia di emergere del padre droghiere la spingono a cercare insistentemente di dare un senso alla propria attraverso l’impegno politico. Subirà una prima prima sconfitta come candidata al Parlamento ma il suo destino è segnato: dopo il matrimonio con l’industriale di successo Denis Thatcher per lei comincierà la vera scalata che la condurrà all’elezione di Primo ministro britannico.

La politica fece parte per quarant’anni della vita della signora Thatcher, ma il film preferisce concentrarsi sul lato umano di una donna sola, vecchia, che sta perdendo lucidità e che, per la prima volta, cede ai ricordi del passato «tu che non l’hai fatto mai» le ricorda il defunto marito Denis, allucinazione costante delle sue ultime giornate. Dopo otto anni di tentennamenti la Lady di ferro ha deciso di disfarsi degli effetti personali del marito, ma vorrebbe farlo conservando quella lucidità e quella capacità di giudizio che le ha permesso di raggiungere traguardi prima preclusi a qualsiasi donna di umili origini. Nella solitudine di una casa che sembra non appartenerle più l’ex leader del Partito Conservatore ricorda la fatica per raggiungere credibilità politica, le attenzioni troppo spesso negate ai suoi figli e al marito – uomo carismatico ma vissuto nella sua ombra (eccellente l’interpretazione che ne dà l’attore Jim Broadbent) – l’astio della classe politica londinese, che non tollerò mai completamente quella donna dai tailleur azzurri insinuatasi in un posto riservato a uomini di alto rango. E invece lei, la figlia di un droghiere, governerà la Gran Bretagna per undici lunghi anni, in cui conoscerà l’ammirazione e l’odio profondo degli inglesi in egual misura, scoprirà il dolore del tradimento dei suoi colleghi di partito e sperimenterà l’enorme difficoltà di governare un paese in recessione.

La Lady di Ferro nella sua stanza da letto corre con il pensiero alle terribili situazioni che dovette affrontare come capo del governo: la guerra per la riconquista delle Isole Falkland invase dall’Argentina, il braccio di ferro con i sindacati che costò al paese numerose vite umane, l’attentato a cui scampò miracolosamente assieme al marito. E la sua vita piena e realizzata, proprio come avrebbe voluto suo padre, adesso è una lenta agonia solitaria che però forse è ancora degna di essere vissuta, nonostante gli acciacchi e le allucinazioni da cui tenta disperatamente di liberarsi. La Thatcher di Meryl Streep non è più la donna che non si piegò davanti a niente e nessuno, ora è un’anziana sola che suscita tenerezza nella sua lotta persa in partenza contro lo scorrere del tempo. In Inghilterra è stato proprio l’eccessivo intimismo del film a essere aspramente criticato: in molti si aspettavano una pellicola politica, un affresco netto sull’operato della più potente donna che l’Occidente moderno ricordi. In futuro chissà, qualche regista si prenderà questa responsabilità, per il momento il consiglio è di godere della splendida interpretazione della Streep, attrice dal talento indiscusso capace di donare alla Lady di ferro quell’umanità che nessuno forse ha mai visto in lei.
 

Twitter: @paoladant

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