Impiccagioni di minori e «cancellare Israele». Ecco l’Iran “moderato”

Nonostante il presidente “moderato” Rohani, l’anno scorso sono state impiccate 966 persone. In dieci anni sono stati giustiziati anche 73 minori

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Le elezioni in Iran le avranno anche vinte coloro che vengono definiti “moderati”, e anche su questo non mancano i dubbi, ma di sicuro il regime islamico non è diventato affatto moderato.

IMPICCAGIONI RECORD. Un’ultima conferma è arrivata dall’inviato speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Iran. L’anno scorso si è registrato un nuovo record per quanto riguarda le esecuzioni capitali: ben 966 persone sono state impiccate, soprattutto per crimini legati allo spaccio di droga, contro le 697 del 2013 e le 91 del 2005. E questo nonostante al governo ci fosse un presidente “moderato” come Hassan Rohani.

73 MINORI GIUSTIZIATI. Inoltre, continua Ahmed Shaheed in un rapporto di 21 pagine rilasciato giovedì, almeno 73 minori sono stati impiccati tra il 2005 e il 2015, nonostante «simili esecuzioni siano severamente e inequivocabilmente proibite dalla legge internazionale». Il numero delle esecuzioni minorili è più alto nella Repubblica islamica rispetto a qualunque altro paese (Cina esclusa, visto che non comunica i dati sulle esecuzioni, considerati segreto di stato).

«CANCELLARE ISRAELE». Ci sono altri elementi che fanno dubitare della rinnovata moderazione dei vertici iraniani. Prima dei test missilistici compiuti tra lunedì e martedì, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Fars, le Guardie rivoluzionarie hanno scritto su ogni missile balistico in ebraico: «Israele deve essere cancellato dalla faccia della Terra». Il capo del programma missilistico, Amir Ali Hajizadeh, ritenendo il messaggio troppo ambiguo, ha specificato: «I missili hanno una gittata di 2.000 chilometri e sono pronti a colpire il regime sionista».

Foto Ansa/Ap


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