Leggere sul Sole 24 Ore l’intervista a Saccomanni e capire che il futuro ci riserva “tasse e sacrifici”

Per abbassare le tasse «non ci sono grandi margini», l’Iva verrà aumentata «selettivamente», l’Imu (forse) tolta. Cosa prevede il ministro dell’Economia

Sarà anche «un metodo nuovo per tornare a crescere» quello descritto oggi dal ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni, in una pagina piena di intervista sul Sole 24 Ore, ma se una cosa è certa è che di risorse per tornare a crescere nel Belpaese proprio non ce ne sono. Le tasse, infatti, non saranno abbassate, l’Iva verrà aumentata e i debiti della pubblica amministrazione pagati solo per un quinto. Nessuna vendita di immobili pubblici è certa, inoltre, ma solo di «valorizzazione del patrimonio immobiliare» si è parlato. E ancora non si sa se l’Imu sulla prima casa, dopo essere stata sospesa, verrà definitivamente abolita.
In cosa possono riporre le speranze gli italiani? Riduzione della burocrazia, agenda digitale e l’ennesimo eurovertice del Consiglio europeo sul lavoro, anche se finora in Europa non pare che di lavoro ne siano stato prodotto granché. Così potrebbero essere tradotte e riassunte le risposte dell’ex numero uno della Banca d’Italia ora ministro dell’economia del governo Letta.

TENETEVI LE TASSE. Alla domanda se il cuneo fiscale record che vessa l’Italia e gli italiani, rendendo più costoso il lavoro, possa essere in qualche modo abbassato, Saccomanni ha risposto picche: «Per ora non ci sono grandi margini. Le coperture vanno trovate. E in questo caso si parla di risorse importanti».
Il «finanziamento degli interventi che vareremo nelle prossime settimane» e la «copertura delle riforme strutturali», fa sapere Saccomanni, verranno garantiti attraverso «due canali: la spending review e il taglio delle agevolazioni fiscali». Ma la spending review tenuta a battesimo dall’ex ministro tecnico Piero Giarda non ha finora portato la svolta prevista. E il taglio delle agevolazioni fiscali pesa sempre sui contribuenti.

AUMENTO DELL’IVA (?). «Stiamo valutando tutte le soluzioni, compresa quella di un intervento selettivo», ha risposto Saccomanni alla domanda sull’innalzamento di un punto percentuale dell’Iva in calendario per luglio. Che, verosimilmente, potrebbe voler dire che l’Iva verrà aumentata, ma non su tutti i beni. Ne verranno selezionati solo alcuni. Con quali criteri è difficile dirlo.

IL CAPPIO EUROPEO. Venendo alle tematiche europee, alla domanda se l’uscita dalla procedura di infrazione possa «darci più ossigeno in vista della politica di crescita che è necessario attuare», la risposta di Saccomanni è: «Lo capisce chiunque, se sei stato promosso perché sei rientrato sotto il 3 per cento non puoi chiedere dieci minuti dopo di tornare sopra. Sarebbe un danno reputazionale per l’Italia, la Commissione (europea, ndr) e tutta l’Europa». Tradotto: lo Stato non può più spendere per i suoi cittadini, perché a Bruxelles non vogliono.

LO STATO NON PAGA LE IMPRESE. Sempre per via dei vincoli di bilancio chiesti dall’Europa, l’Italia non potrà pagare più di un quinto dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, pari a soli 20 miliardi di euro, su un totale di circa 100 miliardi. A tanto ammonta lo stock di debito verso le imprese. Il pagamento dell’esigua quota di debiti sbloccata dal decreto varato dal governo Monti in extremis, infatti, spiega il ministro, «impegna già lo 0,5 per cento del pil e spinge il deficit al 2,9 per cento». Che vuol dire – questa volta il ministro è chiaro – che «nel 2013 altri margini non ci sono» per pagarne di più.

IMMOBILI E IMU. Nessuna rassicurazione, infine, né sull’abolizione dell’Imu («l’impegno è rivedere entro il 31 agosto l’intera materia della tassazione sugli immobili») né sulle dismissioni («si stanno studiando varie ipotesi per finanziare la valorizzazione degli immobili», che è «la necessità prioritaria»).